SUL SAN LEONARDO SI RINVENGONO SELCI DI 50.000 ANNI FA
Nello stesso anno il Gruppo debutta in una campagna di scavi sul versante ovest del Monte S. Leonardo, in una cavità rilevata già nel 1958, dove alcuni ricercatori avevano individuato ceramica dei castellieri.
Fu uno scavo particolarmente importante e fortunato in quanto portò alla scoperta di un deposito con strumenti appartenenti ad una industria del Paleolitico Medio in un contesto stratigrafico sigillato da stalagmiti datate con il torio radioattivo a 30.000 anni fa.
I lavori di scavo vennero diretti dal prof. Radmilli, con l'autorizzazione della Soprintendenza alle Antichità e i reperti recuperati furono inviati all'Università di Pisa per uno studio accurato da parte di un socio, studente presso la facoltà di Paleontologia della stessa Università.
Ultimata la campagna di scavi nella grotta del S. Leonardo il Gruppo incomincia la disostruzione di un'altra piccola cavità appena scoperta sul versante opposto del S. Leonardo.
Prima di iniziare le ricerche si dovette asportare i rifiuti abbandonati dall'esercito americano che avevano completamente riempito la cavità.
In due anni di scavo i risultati furono piuttosto deludenti: si recuperò abbondante ceramica appartenente esclusivamente a recipienti di una fase piuttosto recente dell'età del ferro. I risultati delle indagini vennero pubblicati sul n 2 degli Annali del Gruppo Grotte.
L'anno successivo il Gruppo effettua il suo primo intervento di recupero in una cavità destinata a scomparire. L'amico Faidiga ci aveva informato che, nel terreno di sua proprietà presso il castelliere di Visogliano, una piccola cavità stava per essere utilizzata quale discarica di un pozzo nero.
In lotta con il tempo, gli operai avevano già dato inizio ai lavori, il GRPU riesce ad effettuare uno scavo esplorativo ed a recuperare ceramica romana e dei castellieri unitamente ad un vasetto votivo risalente all'eneolitico, perfettamente conservato. Anche questo materiale, studiato e disegnato dai soci, viene pubblicato sul n 3 degli Annali del Gruppo Grotte.
Siamo arrivati cosi' nel 1968, un anno particolarmente importante per la storia del Gruppo.
Nuovi soci arrecano entusiasmo ed esperienza, la XXX Ottobre mette a disposizione del Gruppo due ampi locali in via Rossetti che vengono attrezzati per la conservazione ed il restauro dei reperti. Per parecchi anni in queste stanze i soci si ritroveranno per lavorare e per programmare le uscite domenicali e le campagne di scavo più impegnative.
Il 13\3\1968 il Gruppo si stacca dalla Sezione Grotte per dare vita al " Gruppo Ricerche di Paleontologia Umana " che nella sua prima assemblea del 15\3 nomina il prof. A.M. Radmilli a Capo Gruppo, il sig. Damini a delegato presso i l Consiglio Direttivo della XXX Ott. e il Sig Dolzani a Segretario\Tesoriere.
A pochi giorni dalla costituzione del Gruppo sorgono le prime grane : il prof. Radmilli rassegna le dimissioni dal Gruppo motivando seri impegni professionali.
Anche Dante Cannarella dopo breve tempo è costretto ad abbandonare il Gruppo essendo la sua posizione incompatibile con la sua professione ( è alle dipendenze della locale Soprintendenza ). Tra i soci del GRPU si viene cosi’ a creare un grave senso di disagio alimentato anche da una rigida ed improvvisa presa di posizione della Soprintendenza nei confronti del GRPU e dei ricercatori dell’Alpina delle Giulie. La nomina a Capogruppo di Giorgio Marzolini dà una nuova carica di entusiasmo al Gruppo. Si riprendono i lavori di disostruzione nella grotta n 2 di Visogliano dove si portano alla luce resti di epoca romana e dei castellieri e si inizia a registrare l’attività del Gruppo in un " registro uscite ", che redatto con cura e precisione diventerà una valida traccia per ricostruire la storia del Gruppo.