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La via della bora

LaViaDellaBora00Copertina

 

 

 

 

 

 

Appoggiato a una libreria c'era una volta un bastone da montagna in legno di ciliegio. Era alto due metri e venti ed era munito di un puntale austriaco della Grande Guerra. Veniva dall'altopiano di Asiago .....


PaoloScrive200x300

Ho viaggiato tanto in vita mia, ma le due “fughe adriatiche” che ho inventato per “Il Piccolo” sono tra le cose che ho amato di più, ho scritto più volentieri, e hanno avuto il miglior riscontro di lettori. La camminata autunnale da Trieste a Capo Promontore del 2011 e quella del 2012 da Trieste alla città di Cherso sull'isola omonima sono viaggi alla portata di tutti, realizzabili in una settimana da qualsiasi persona mediamente in salute, e forse in questa semplicità sta il segreto del loro successo.

La prima è già stata ripetuta da centinaia di persone anche di altre parti d'Italia, ha conosciuto un'edizione ampliata per l'editore Feltrinelli ed è anche stata tradotta in lingua slovena. La seconda, pubblicata a puntate in ottobre sul “Piccolo”, diventa oggi un piccolo libro con la preziosa integrazione delle mappe di Cesare Tarabocchia da Lussino, un matto per la geografia che anche in assenza di strumenti legge il terreno con la fedeltà di un Gps.

Mentre il viaggio del 2011 è stato compiuto rigorosamente in solitaria, questo ha visto uno stuolo di accompagnatori che hanno forse tolto un briciolo di intimità e suspense al rapporto col territorio, ma hanno aggiunto al viaggio un clima di straordinaria allegria. Questo senza contare la presenza dei quattro oggetti vagabondi che andremo a scoprire all'inizio della storia.


E ora buona lettura, con l'augurio che al più presto possa cadere - dopo quello con la Slovenia – anche il confine con la Croazia, che del resto noi abbiamo tranquillamente ignorato, passando clandestinamente per le desertiche montagne dei “Cici”. Un atto propiziatorio che spero siano in tanti a imitare.

 

Paolo Rumiz

 

INDICAZIONI DI VIAGGIO

PARTENZA 

Il percorso inizia a Draga Sant’Elia, paesetto sopra la Val Rosandra, dopo aver imboccato la pista ciclabile (ex strada ferrata Trieste-Erpelle) che entra in Slovenia e costeggia ancora per un tratto la Valle.

La frazione di Draga Sant’Elia è facilmente raggiungibile da Trieste con il bus n. 51 che parte dalla Stazione Centrale (festivo escluso), ma anche a piedi attraverso l’intero percorso della pista ciclopedonale che inizia nel rione di S. Giacomo a Trieste. Altra soluzione è quella di partire dal rifugio del CAI Premuda, in Val Rosandra, e raggiungere a piedi Draga Sant’Elia attraverso il raccordo dei sentieri della Valle con la pista ciclopedonale.



LOGISTICA 

La via corre prevalentemente lungo sentieri che si snodano in posti selvaggi e solitari. In particolare quelli che vanno dal Carso triestino alla Liburnia, attraverso la Ciceria e la fascia che salda la Penisola istriana al continente.

Per guidare l’escursionista nella giusta direzione, su ogni mappa vengono segnalati, con fotografie, i punti critici del percorso opportunamente bollati (bivi, incroci, deviazioni ecc...). Sulle mappe la linea continua di colore arancio rappresenta il percorso seguito dall’autore mentre eventuali varianti consigliate sono indicate con una linea tratteggiata.

Altre informazioni, di carattere più generale, sono riassunte nella pagina immediatamente successiva alla cartografia di ciascuna tappa. Qui sono riportati anche i dati relativi ai luoghi di possibile accoglienza per il ristoro ed il pernottamento, la lunghezza, il dislivello ed il tempo stimato di percorrenza.

E’ buona norma, prima della partenza, informarsi anche sugli orari del traghetto Brestova-Porozina che variano in funzione del periodo stagionale.



RITORNO

Per il rientro a Trieste si può far ricorso al servizio autobus dell’isola che hanno come destinazione Fiume (Rijeka). Da qui a Trieste, sempre via pullman, con più scelta di orari per la partenza.

Poiché gli orari degli autobus, dei traghetti e le coincidenze variano in funzione del periodo stagionale, è opportuno informarsi debitamente presso le agenzie turistiche.

 

Prima tappa Lunghezza 12.500 m.

Mappa 1, Mappa 2,

Mappa 3, Mappa 4

Da Trieste a Podgorje Dislivello 220 m. Indicazioni del percorso
"In una solitudine tartarica" Tempo 3,5 h. Il racconto di Paolo




Seconda tappa Lunghezza 20.400 m.

Mappa 1, Mappa 2, Mappa 3,

Mappa 4, Mappa 5, Mappa 6

Da Podgorje a Racja Vas Dislivello 730 m. Indicazioni del percorso
"Quella fantastica rosa dei venti" Tempo 7 h. Il racconto di Paolo




Terza tappa Lunghezza 18.150 m.

Mappa 1, Mappa 2, Mappa 3,

Mappa 4, Mappa 5, Mappa 6
Da Racja Vas a Poklon Dislivello 610 m. Indicazioni del percorso
"Dove si spalanca il Quarnero" Tempo 6,5 h. Il racconto di Paolo




Quarta tappa Lunghezza 19.250 m.

Mappa 1, Mappa 2, Mappa 3,

Mappa 4, Mappa 5, Mappa 6
Da Poklon a Bersezio Dislivello 530 m. Indicazioni del percorso
"Un interminabile atterraggio" Tempo 7 h. Il racconto di Paolo




Quinta tappa Lunghezza 15.600 m.

Mappa 1, Mappa 2,

Mappa 3, Mappa 4

Da Bersezio a Caisole Dislivello 650 m. Indicazioni del percorso
"Sul traghetto con l'Alpenstock" Tempo 6,5 h. Il racconto di Paolo




Sesta tappa Lunghezza 21.900 m.

Mappa 1, Mappa 2, Mappa 3,

Mappa 4, Mappa 5, Mappa 6
Da Caisole a Cherso Dislivello 760 m. Indicazioni del percorso
"L'ultima corsa con il temporale" Tempo 8,5 h. Il racconto di Paolo

RINGRAZIAMENTI

Ringrazio

Cesare Tarabocchia per il fantastico lavoro sulla mappatura e il pezzo di strada fatta assieme.

Ettore Tomasi per le preziose indicazioni sulla Ciceria, il Montemaggiore e la costa liburnica.

Roberta Carga, anche lei instancabile esploratrice, per l’impaginazione curata nei minimi dettagli.

I compagni di viaggio Sara Barillaro, Fulvio Covalero, Luigi Nacci, Tommaso Russo, Paolo Tanze, Irene Zambon e la mitica Lola, il pastore bernese che ha viaggiato con noi da Podgorje a Poklon.

Giorgio Godina, presidente del CAI XXX Ottobre, per le illustrazioni, l’aiuto tecnico e l’amicizia elargita a piene mani.

Alessandro Coretti, Nadir Pieri, Roberto Savron e Roberto Sestan, del Gruppo Rose d’Inverno della XXX Ottobre, per le esplorazioni successive indispensabili a perfezionare la mappatura del terreno.

Gianni Rigoni Stern, Giuseppe Cederna, Mauro Corona e Sabina Nuhefendic per i quattro talismani vagabondi che mi hanno donato per spingermi a partire.

La mitica libreria Transalpina di via Torrebianca a Trieste, scrigno inesauribile di spunti per chi vuole percorrere le nostre terre.