Questo sito impiega cookie come descritto nella informativa. Continuando la navigazione si esprime consenso a tale impiego

Lo statuto

Lo statuto

Assemblea straordinaria del marzo 2006 (15.03)

Vedi note in fondo alla pagina

STATUTO DELLA SEZIONE

TITOLO I

DENOMINAZIONE, SEDE, DURATA

Art. 1 – L’“Associazione XXX Ottobre”, fondata nel 1918, divenuta Sezione del Club Alpino Italiano nel 1947, ha sede a Trieste e denominazione “ C.A.I. – Associazione XXX Ottobre - Trieste ”.

Essa ha durata illimitata.

L’anno sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre.

Art. 2 - L’Associazione XXX Ottobre, qui di seguito denominata Sezione, è una Sezione del Club Alpino Italiano (C.A.I.). E’ soggetto di diritto privato, uniforma il proprio Statuto allo Statuto ed al Regolamento Generale del C.A.I..

Gli iscritti della Sezione sono di diritto Soci del C.A.I..

Lo stendardo della Sezione è bianco e reca al centro lo stemma del C.A.I., in alto la scritta in oro “Associazione XXX Ottobre - Trieste”, sul retro il tricolore con l’anno di fondazione in oro su sfondo rosso.

Lo stendardo della Sezione potrà intervenire a cerimonie e manifestazioni soltanto in seguito ad una delibera del Consiglio Direttivo o, in caso d'urgenza, del Presidente.

TITOLO II

SCOPI

Art. 3 - La Sezione promuove l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e la tutela della montagna.

Per conseguire questo scopo provvede, nell’ambito delle norme statutarie e regolamentari, nonché delle deliberazioni adottate dall’Assemblea dei Delegati:

a) alla realizzazione, alla manutenzione ed alla gestione di rifugi alpini e bivacchi;

b) al tracciamento, alla realizzazione ed alla manutenzione di sentieri, opere alpine ed attrezzature alpinistiche;

c) alla diffusione della frequentazione della montagna ed all’organizzazione di iniziative alpinistiche, scialpinistiche, escursionistiche, sciescursionistiche, speleologiche, naturalistiche, sportivo dilettantistiche, dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche;

d) all’organizzazione ed alla gestione di corsi di addestramento per le attività alpinistiche, scialpinistiche, escursionistiche, sciescursionistiche, speleologiche, naturalistiche dell’alpinismo giovanile e di quelle ad esse propedeutiche;

e) all’organizzazione di idonee iniziative tecniche per la vigilanza e la prevenzione degli infortuni nell’esercizio delle attività alpinistiche, scialpinistiche, escursionistiche e speleologiche;

f) alla promozione di attività culturali, scientifiche e didattiche per la conoscenza di ogni aspetto dell’ambiente montano;

g) alla promozione di ogni iniziativa idonea alla protezione ed alla valorizzazione dell’ambiente montano;

h) alla promozione di ogni altra attività inerente alla montagna;

i) a curare la biblioteca, la cartografia e l’archivio.

Art. 4 - La Sezione non ha scopo di lucro, è indipendente, apartitica e aconfessionale.

TITOLO III

SOCI

Art. 5 - I Soci della Sezione sono benemeriti, ordinari, familiari e giovani, secondo quanto stabilisce l’Art. II.3 dello Statuto del C.A.I..

Mantengono i diritti dei Soci ordinari, i Soci delle Sezioni Nazionali che, per loro scelta, hanno aderito alla XXX Ottobre in qualità di Soci aggregati.

Art. 6 - Chiunque intenda divenire Socio deve presentare domanda al Consiglio Direttivo, controfirmata da un Socio presentatore, iscritto alla Sezione da almeno due anni; per i minori, la domanda deve essere firmata anche da chi esercita la patria potestà. Il Consiglio Direttivo decide sull’ammissione con giudizio insindacabile.

Il Socio, con l’ammissione, si impegna ad osservare lo Statuto, il Regolamento Generale del C.A.I. ed il Statuto della Sezione, nonché le delibere dell’Assemblea dei Soci e del Consiglio Direttivo. All’atto dell’iscrizione riceve la tessera personale di riconoscimento ed il distintivo del C.A.I..

Art. 7 - I Soci sono tenuti a versare alla Sezione:

a) la quota di ammissione;

b) la quota associativa annuale comprensiva del contributo ordinario per le pubblicazioni sociali e per le coperture assicurative previste;

c) eventuali contributi straordinari destinati a fini istituzionali.

Il contributo, di cui alla precedente lettera b), deve essere versato in un’unica soluzione entro il 31 marzo di ogni anno; dopo tale data potrà essere addebitata al Socio la spesa per l’esazione.

Il socio non in regola con i versamenti non può partecipare alla vita dell’associazione, né usufruire dei servizi sociali, né ricevere le pubblicazioni.

Art. 8 - I diritti dei Soci sono quelli stabiliti nell’Art. II.4 dello Statuto e nell’Art. II.IV.1 del Regolamento Generale del Club Alpino Italiano.

La richiesta di trasferimento da una sezione ad un’altra deve essere comunicata immediatamente alla sezione di provenienza dalla sezione presso la quale il Socio intende iscriversi. Il trasferimento ha effetto dalla data della comunicazione.

Art. 9 - Ogni anno ai Soci che raggiungono un’anzianità ininterrotta di iscrizione al C.A.I. di venticinque, cinquanta e settantacinque anni, saranno consegnati speciali distintivi.

La qualità di Socio si perde: per estinzione della persona giuridica che abbia conseguito iscrizione come socio benemerito, per dimissioni, per morosità, per provvedimento disciplinare o per morte del Socio.

Il Socio può dimettersi dal Club Alpino Italiano in qualsiasi momento; le dimissioni devono essere presentate per iscritto al Consiglio Direttivo della Sezione, sono irrevocabili ed hanno effetto immediato, senza restituzione dei ratei della quota sociale versata.

Art. 10 - Il Socio è considerato moroso se non rinnova la propria adesione versando la quota associativa annuale entro il 31 marzo di ciascun anno sociale; l’accertamento della morosità è di competenza del Consiglio Direttivo della Sezione; può riacquistare la qualifica di Socio e mantenere l’anzianità di adesione, previo pagamento alla Sezione delle quote associative annuali arretrate. Il Socio di cui sia accertata la morosità perde tutti i diritti spettanti ai Soci.

Art. 11 - Il Consiglio Direttivo può adottare, nei confronti del Socio che tenga un contegno contrastante con i principi informatori del C.A.I. e della Sezione o con le regole della corretta ed educata convivenza sociale, i provvedimenti dell’ammonizione o della sospensione dall’attività per un periodo massimo di un anno; nei casi più gravi può essere deliberata la radiazione.

Contro i provvedimenti disciplinari, il Socio può presentare ricorso al Collegio regionale o interregionale dei Probiviri, competente per territorio, quale organo giudicante di primo grado. Il Socio ed il Consiglio Direttivo della Sezione possono presentare ricorso avverso le decisioni di primo grado avanti il Collegio nazionale dei probiviri del C.A.I..

TITOLO IV

ORGANI SEZIONALI

Art. 12 - Sono organi della Sezione:

- l’Assemblea dei Soci;

- il Consiglio Direttivo;

- il Presidente;

- il Collegio dei Revisori dei conti;

- il Segretario;

- il Tesoriere.

Art. 13 - Tutte le cariche sociali sono elettive ed a titolo gratuito e non possono essere affidate che a Soci maggiorenni, iscritti alla Sezione da almeno due anni.

Le deliberazioni degli organi sezionali sono vincolanti nei confronti dei Soci della Sezione.

CAPO I - ASSEMBLEA

Art. 14 - L’Assemblea dei Soci è l’organo sovrano della Sezione; essa rappresenta tutti i Soci e le sue deliberazioni vincolano anche gli assenti o dissenzienti.

L’Assemblea:

- adotta l’ordinamento sezionale nella forma dello Statuto;

- elegge i Consiglieri, i Revisori dei conti ed i Delegati agli organi del sodalizio, tra i soci maggiorenni ordinari e familiari, con le modalità stabilite dall’ordinamento della sezione, escluso il voto per corrispondenza;

- approva l’operato del Consiglio Direttivo;

- approva annualmente il programma della Sezione, la relazione del Presidente ed i bilanci consuntivi e preventivi;

- delibera l’acquisto, l’ alienazione o la costituzione di vincoli reali sugli immobili;

- delibera, in unica lettura, le modifiche da apportare allo Statuto dell’associazione;

- ratifica la delibera del Consiglio Direttivo sull’entità della quota associativa per la parte eccedente la misura minima fissata dall’assemblea dei delegati;

- delibera sullo scioglimento della Sezione stabilendone le modalità e nominando uno o più liquidatori;

- delibera su ogni altra questione che le sia sottoposta dal Consiglio Direttivo o che sia sollevata, mediante mozione sottoscritta da almeno venticinque Soci aventi diritto al voto e contenuta nell’ordine del giorno.

Art. 15 - L’Assemblea Ordinaria dei Soci si svolge entro il termine perentorio del 31 marzo di ciascun anno, per l’approvazione dei bilanci e le nomine delle cariche sociali.

La convocazione avviene, mediante avviso esposto nella sede sociale almeno 30 giorni prima della data fissata per l’Assemblea e con comunicato a mezzo stampa. La convocazione deve riportare l’ordine del giorno, il luogo, la data, l’ora di convocazione.

In caso di elezioni il Consiglio Direttivo insedia un Comitato Elettorale per la valutazione formale delle candidature.

Possono essere proposti candidati tutti i Soci, esclusi minori ed aggregati, in regola con il pagamento delle quote sociali e presentati da almeno cinque Soci ordinari.

Ogni Socio può sottoscrivere un massimo di tre candidature.

I Consiglieri uscenti sono ricandidabili automaticamente, salvo le controindicazioni previste dal presente Statuto.

La lista dei candidati ed i bilanci consuntivi e preventivi devono essere disponibili, presso la segreteria della Sezione, almeno sette giorni prima della data fissata per la relativa Assemblea.

Un’Assemblea straordinaria deve essere convocata, entro 15 giorni, quando ne facciano richiesta motivata almeno un decimo dei Soci, il Collegio dei Revisori dei conti, il Comitato Direttivo Centrale o il Comitato Direttivo Regionale.

Può essere inoltre convocata quando il Consiglio Direttivo lo ritenga opportuno.

Art. 16 - Hanno diritto di intervenire all’Assemblea tutti i Soci in regola con il pagamento delle quote sociali; i Soci minori ed aggregati non hanno diritto di voto.

I Soci possono farsi rappresentare in assemblea da altri Soci; ogni Socio non può portare più di due deleghe.

Per la validità dell’Assemblea è necessaria la presenza di almeno la metà degli aventi diritto al voto; tuttavia, in seconda convocazione, che potrà tenersi a non meno di un’ora di distanza dalla prima, l’assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei presenti.

Art. 17 - L’Assemblea nomina un Presidente, un Segretario e tre Scrutatori.

Spetta alla Commissione Verifica Poteri, nominata dal Consiglio Direttivo della Sezione verificare la regolarità delle deleghe ed in genere, il diritto di intervento all’assemblea..

Art 18 - Le deliberazioni dell’Assemblea sono prese a maggioranza semplice dei voti espressi mediante votazione per alzata di mano o appello nominale o a scrutinio segreto secondo la modalità decisa dalla maggioranza dei soci presenti aventi diritto al voto, sono esclusi dal computo le astensioni.

L’elezione dei Consiglieri, dei Revisori dei Conti e dei Delegati avviene con votazione segreta. A parità di voti risulterà eletto il Socio con maggiore anzianità d'iscrizione al C.A.I..

Il voto per la designazione alle cariche sociali è libero, in quanto l’elettore ha il diritto di esprimere il proprio voto a favore di qualsiasi socio eleggibile, anche se non indicato ufficialmente come candidato alla carica, ed è segreto, in quanto l’elettore ha il diritto di esprimere la propria volontà esclusivamente su scheda segreta, così sulle schede devono essere segnate tante righe bianche quante sono le cariche poste in votazione. I candidati non designati ufficialmente, il cui nominativo è stato apposto dagli elettori negli spazi bianchi disponibili nella scheda, per poter essere inseriti in graduatoria ed eletti devono aver ottenuto voti almeno pari al 50% dei votanti. E’ escluso pertanto dal procedimento di designazione o di elezione ogni altro tipo di votazione, inclusa quella per acclamazione.

Le deliberazioni concernenti l’alienazione o la costituzione di vincoli reali sugli immobili devono essere approvate con la maggioranza dei due terzi dei votanti.

La deliberazione di scioglimento della Sezione deve essere approvata con la maggioranza dei tre quarti di tutti gli aventi diritto al voto, a norma e nei casi dell’articolo VI.I.9 dello Statuto del C.A.I..

Art. 19 - Le deliberazioni concernenti l’alienazione o la costituzione di vincoli reali su rifugi od altre opere alpine, acquisteranno efficacia solo dopo l’approvazione da parte del Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo del C.A.I., a norma dell’articolo I.5 dello Statuto del C.A.I..

CAPO II - CONSIGLIO DIRETTIVO

Art. 20 - Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo della Sezione; esso si compone da un minimo di nove ad un massimo di quindici membri, compreso il Presidente, e durano in carica un anno.

Il Consiglio Direttivo uscente stabilisce il numero dei membri da eleggere.

Il Socio non può esprimere preferenze in numero superiore a quello dei consiglieri da eleggere, pena l’annullamento della scheda.

La prima riunione del Consiglio Direttivo è presieduta dal Consigliere con maggiore anzianità di Socio C.A.I.; l’ordine del giorno prevede l’elezione, a scrutinio segreto, del Presidente, del/i Vicepresidente/i, di un Segretario e di un Tesoriere.

E’ compito del Consiglio Direttivo stabilire, prima della votazione, il numero dei Vicepresidenti da eleggere.

In caso di parità di voti, le cariche sono assegnate al Consigliere che ha ottenuto il maggior numero di voti nell’Assemblea. Se la parità dovesse ancora sussistere, prevale l’anzianità C.A.I..

Art. 21 - Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per l’amministrazione ordinaria e straordinaria della Sezione, nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari. In particolare esso:

- propone all’Assemblea dei Soci il programma annuale di attività della Sezione e prende tutte le decisioni necessarie per realizzarlo;

- redige annualmente i bilanci consuntivi e preventivi;

- delibera sulle domande di associazione di nuovi Soci;

- delibera i provvedimenti disciplinari nei confronti dei Soci;

- prepone incaricati o commissioni allo svolgimento di determinate attività sociali;

- delibera la costituzione o lo scioglimento di Sottosezioni, Gruppi e Commissioni;

- approva i regolamenti, i programmi ed i bilanci delle Scuole e dei Gruppi;

- delibera, sulla base dei programmi annuali dei Gruppi e della propria disponibilità finanziaria, un contributo per sostenere la loro attività;

- ratifica le nomine dei Direttori delle Scuole e dei Responsabili dei Gruppi;

- nomina gli Ispettori Sezionali dei rifugi, ricoveri e bivacchi;

- propone i nominativi dei Soci candidati agli organi regionali, interregionali e nazionali del sodalizio;

- autorizza il Presidente a firmare gli atti negoziali riguardanti la Sezione;

- cura l’osservanza dello Statuto e del Regolamento del C.A.I. e del presente Statuto.

Art. 22 - Il Consiglio Direttivo si riunisce almeno una volta al mese, su convocazione del Presidente.

Una riunione straordinaria deve essere convocata, entro 7 giorni, quando ne faccia richiesta almeno un terzo dei Consiglieri o il Collegio dei Revisori dei conti. La data della riunione non può essere fissata oltre sette giorni da quella della convocazione.

Le riunioni del Consiglio sono valide con la presenza di almeno la maggioranza semplice dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente o da un Vicepresidente.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza semplice dei presenti; a parità di voti prevale quello del Presidente.

Alle riunioni ordinarie del Consiglio partecipano, con voto consultivo, i Direttori delle Scuole, i Responsabili dei Gruppi, delle Commissioni permanenti, i Delegati ed i Soci che ricoprono incarichi direttivi nel C.A.I..

Il Consiglio Direttivo ha altresì la facoltà di far intervenire alle sedute anche singoli Soci.

Art. 23 - I Consiglieri durano in carica un anno e sono rieleggibili per cinque volte consecutive e lo possono essere ancora dopo almeno un anno d’interruzione.

Il Consiglio dichiara decaduti dalla carica quei componenti che, senza giustificato motivo, non siano intervenuti a tre sedute consecutive.

I posti di Consiglieri che si rendessero vacanti saranno coperti con i candidati primi in graduatoria dopo gli eletti. Essi assumono l’anzianità dei sostituiti.

Le sostituzioni dei Consiglieri non possono superare la metà dei componenti il Consiglio. In tal caso, per le posizioni scoperte, si procede a nuove elezioni con nuova Assemblea, secondo le norme previste.

In caso di dimissioni dell’intero Consiglio Direttivo, il Collegio dei revisori dei conti, entro quindici giorni, convoca l’assemblea dei soci da tenersi nei successivi trenta giorni dalla convocazione per la elezione del nuovo Consiglio Direttivo.

CAPO III - IL PRESIDENTE

Art. 24 - Il Presidente della Sezione è il legale rappresentante della stessa; ha poteri di rappresentanza che può delegare; ha la firma sociale, pone in atto le deliberazioni del Consiglio Direttivo, convoca e presenta all’Assemblea dei Soci la relazione annuale accompagnata dal conto economico dell’esercizio e dallo stato patrimoniale della Sezione.

Il candidato alla carica di Presidente della Sezione, al momento della elezione, deve avere anzianità di iscrizione alla Sezione non inferiore a cinque anni sociali completi.

Il Presidente convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo e del Consiglio di Presidenza.

Il Consiglio di Presidenza è costituito dal Presidente, dal/i Vicepresidente/i, dal Segretario e dal Tesoriere. Il Presidente, in caso d'urgenza, può prendere i provvedimenti che sarebbero di competenza del Consiglio Direttivo, salvo sottoporli alla ratifica di quest’organo, nella sua prima riunione.

Art. 25 - Il Presidente dura in carica un anno ed è rieleggibile per cinque volte consecutive e lo può essere ancora dopo un anno d’interruzione.

Art. 26 - Un Vicepresidente sostituisce il Presidente, con gli stessi poteri, in caso di sua assenza od impedimento.

In caso di dimissioni del Presidente si procede alla sua sostituzione con le modalità previste dall’Art.20.

CAPO IV - SEGRETARIO E TESORIERE

Art. 27 - Il Segretario sovrintende ai servizi amministrativi della Sezione, sottoscrive i verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo e dà attuazione alle deliberazioni di quest’organo.

Art. 28 - Il Tesoriere ha la responsabilità della custodia dei fondi della Sezione e della contabilità, conservandone ordinatamente la documentazione.

CAPO V - REVISORI DEI CONTI

Art. 29 - Il Collegio dei Revisori dei conti è l’organo di controllo della contabilità sociale.

I Revisori dei conti redigono la loro relazione per l’Assemblea Ordinaria dei Soci relativamente ai bilanci consuntivi e preventivi predisposti dal Consiglio Direttivo.

Art. 30 - I Revisori dei conti sono nominati dall’Assemblea in numero di tre, durano in carica un anno e sono rieleggibili.

Il Collegio dei Revisori dei conti elegge nel suo seno un Presidente.

Il Collegio dei Revisori dei conti si riunisce almeno una volta ogni tre mesi; alle sue riunioni si applicano le norme procedurali stabilite per il Consiglio Direttivo.

I Revisori dei conti hanno diritto di assistere alle riunioni del Consiglio Direttivo e possono far inserire a verbale le proprie osservazioni; hanno anche diritto di ottenere dal Consiglio Direttivo notizie sull’andamento delle operazioni sociali e di procedere in qualsiasi momento, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.

CAPO VI - DELEGATI

Art. 31 - I Delegati sono eletti dall’Assemblea e, con il Presidente, rappresentano la Sezione secondo quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento Generale del C.A.I..

TITOLO V

PATRIMONIO

Art. 32 - Il patrimonio sociale è costituito:

- dai beni mobili ed immobili di proprietà della Sezione;

- da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;

- da qualsiasi altra somma che sia erogata a favore della Sezione, per il raggiungimento dei suoi scopi statutari.

Art. 33 - Le entrate sociali sono costituite:

- dalle quote di ammissione;

- dalle quote associative annuali di spettanza della Sezione;

- dai redditi del patrimonio e da ogni altra eventuale contribuzione.

Art. 34 - I fondi liquidi della Sezione devono essere depositati in un conto bancario e/o postale, intestati alla Sezione e sottoscritti da almeno tre firmatari, di cui uno è il Presidente ed uno il Tesoriere.

I mandati di pagamento devono essere firmati congiuntamente da due dei sottoscrittori del conto di cui uno è il Presidente o il Tesoriere.

Art. 35 - Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni anno. Alla chiusura di ogni esercizio il Consiglio Direttivo redige il bilancio, che va presentato all’Assemblea ordinaria per l’approvazione.

Art. 36 - I Soci non hanno alcun diritto sul patrimonio sociale. Non è ammessa la distribuzione ai Soci, anche parziale ed in qualunque forma, di utili o avanzi di gestione nonché di fondi o riserve o quote del patrimonio della Sezione. In caso di scioglimento della Sezione la liquidazione deve farsi sotto il controllo del Collegio nazionale dei Revisori dei conti del Club Alpino Italiano.

TITOLO VI

SOTTOSEZIONI, GRUPPI, COMMISSIONI, SCUOLE

Art. 37 - SOTTOSEZIONI - Il Consiglio Direttivo può autorizzare la costituzione di Sottosezioni per Soci che operano in aree extracomunali. La Sottosezione dispone del grado di autonomia previsto dall’ordinamento della Sezione, ma in ogni caso non intrattiene rapporti diretti con la struttura centrale.

La Sottosezione é retta da un Consiglio Direttivo il cui Presidente relaziona al Consiglio Direttivo Sezionale sulle attività della Sottosezione.

In caso di scioglimento la liquidazione deve farsi sotto il controllo del Collegio regionale dei Revisori dei conti. Le attività patrimoniali nette, risultanti dalla liquidazione, restano immediatamente acquisite al patrimonio della Sezione.

Art. 38 - GRUPPI - Il Consiglio Direttivo può autorizzare la costituzione, sempre secondo le norme del C.A.I. e del presente Statuto, di Gruppi con particolare specializzazione , ai quali possono aderire i Soci interessati.

I Gruppi hanno un proprio Regolamento Interno che deve recepire l’eventuale autonomia tecnica, organizzativa e ove occorra, amministrativa. Detto Regolamento deve essere sottoposto all’approvazione del Consiglio Direttivo della Sezione.

Gli Organi Direttivi dei Gruppi dovranno presentare all’approvazione del Consiglio Direttivo della Sezione i loro programmi, i loro bilanci preventivi, consuntivi e la relazione annuale, documentata dal libro delle attività.

E’ vietata la costituzione di Gruppi di non soci.

Art. 39 - COMMISSIONI - Il Consiglio Direttivo può nominare Commissioni ordinarie o straordinarie cui affidare compiti temporanei o permanenti per sostenere le iniziative della Sezione. Le Commissioni permanenti devono avere un proprio regolamento, approvato dal Consiglio Direttivo e la loro composizione deve essere approvata annualmente dal Consiglio Direttivo.

Art. 40 - SCUOLE - Il Consiglio Direttivo può deliberare la costituzione di Scuole in conformità con gli indirizzi del C.A.I. ed ai regolamenti e deliberazioni degli Organi Tecnici Centrali.

Esse sono disciplinate da un proprio Regolamento approvato dalle rispettive Commissioni Centrali e ratificato dal Consiglio Direttivo.

Hanno autonomia tecnica, organizzativa e finanziaria ed i bilanci preventivo e consuntivo sono sottoposti all’approvazione del Consiglio Direttivo.

TITOLO VII

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 41 - I locali della sede non possono essere concessi, neppure temporaneamente, a terzi se non previo consenso del Consiglio Direttivo e nei casi d'urgenza dalla Presidenza, né vi si possono tenere manifestazioni che contrastino con le finalità del sodalizio.

Art. 42 - Non sono ammesse iniziative personali in nome della Sezione, ove non siano da questa autorizzate per mezzo dei suoi organi competenti.

Non sono ammesse iniziative o attività di singoli Soci in concorrenza con quelle ufficialmente programmate dalla Sezione o a discapito delle medesime.

TITOLO VIII

CLAUSOLA COMPROMISSORIA

Art. 43 – La giustizia interna al Club Alpino Italiano è amministrata su due gradi di giudizio: il primo a livello regionale, il secondo a livello centrale. Il Collegio regionale o interregionale dei Probiviri è l’organo giudicante di primo grado, il Collegio nazionale dei Probiviri è l’organo giudicante di secondo grado. Le controversie fra i Soci o fra Soci ed organi periferici, relative alla vita sociale, non possono essere deferite alla Autorità giudiziaria, né al parere o all’arbitrato di persone od enti estranei al Club Alpino Italiano, se prima non vengono aditi gli organi competenti a giudicare, secondo le norme procedurali stabilite nello Statuto e nel Regolamento Generale del C.A.I. e dal Regolamento disciplinare, e non si sarà esaurito nei suoi possibili gradi l’iter della relativa controversia.

TITOLO IX

DISPOSIZIONI FINALI

Art. 44 - Per tutto quanto non é previsto nel presente Statuto si fa rinvio allo Statuto ed al Regolamento Generale del C.A.I., nonché alle norme di legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.

Art. 45 - Il presente Statuto può essere modificato o adeguato alle eventuali variazioni dello Statuto e del Regolamento Generale del C.A.I., dopo approvazione da parte dell’Assemblea dei Soci della Sezione con almeno un ventesimo dei Soci aventi diritto di voto (comprese deleghe). Le delibere debbono essere approvate con la maggioranza dei due terzi dei votanti.

TITOLO X

NORME TRANSITORIE

Art. 46 - Il presente Statuto entra in vigore dopo l'approvazione dell’Assemblea dei Soci e la ratifica del Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo del C.A.I..

Il Consiglio Direttivo è autorizzato ad introdurre le modifiche che siano richieste dal Comitato Centrale di Indirizzo e Controllo in sede di ratifica, come pure a coordinarlo con eventuali modifiche dello Statuto e del Regolamento Generale del C.A.I.., da portare ad approvazione dell’Assemblea dei Soci nella prima seduta utile.

 

Note :

Modifica dello Statuto sociale.

Si è finalmente definito il complesso ed articolato procedimento di modifica dello Statuto sezionale richiesto dallo Statuto e dal Regolamento Generale del CAI ed iniziato nell’Assemblea Straordinaria del 29 marzo u.s..

Successivamente si è proseguito su un doppio binario ripartito tra Regione e CAI.

In ambito CAI, essendo previsto che gli Statuti sezionali e le loro modifiche per produrre efficacia devono venire ratificati dal Comitato centrale di indirizzo e controllo, dopo l’esame da parte della Commissione legale centrale in data 8 maggio 2006, lo Statuto è stato ratificato con atto n. 28 del 17 giugno dal Comitato centrale di indirizzo e controllo.

In Regione lo Statuto è stato approvato con decreto del Presidente della Regione n. 0219/Pres. del 20 luglio 2006, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia n. 32 del 9 agosto 2006 ed iscritto al numero d’ordine 114 del Registro regionale delle persone giuridiche.

Manlio Pellizon