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LA FONDAZIONE
Tutto parte dall'estate 1979. In seguito a un raduno a Manzano e dopo una prima discesa sull'Isonzo promossa dal canoa Club Natisone, tre triestini: Giancarlo Magnaghi, Giorgio Vattovani e Fabio Kovacic, accomunati dalla medesima passione di avventura e dopo un breve periodo di discese fluviali, decidono di organizzare un raduno sul Natisone per saggiare le potenzialità dell'ambiente. E' il primo novembre 1979. La risposta è tale che i promotori devono ricorrere a tre ripetizioni della discesa per poter accompagnare l'oltre trentina di partecipanti con i pochi kayak racimolati. Il successo supera ogni aspettativa. Da più parti si chiede di costituire un club per poter accomunare gli interessi dei neo-canoisti fluviali triestini. E' grazie alla disponibilità incontrata presso questa sezione del CAI, e soprattutto grazie alla volontà del suo esimio esponente, l'accademico Bruno Crepaz, che già nel dicembre dello stesso anno l'assemblea costitutiva fa nascere, primo in Italia in seno a una sezione del CAI, il Gruppo Kayak XXX Ottobre.
L'ATTIVITA' INIZIALE
L'attività è subito intensa, le adesioni non si fanno attendere. Al termine del primo anno il gruppo conta già una ventina di soci. Le difficoltà che però si incontrano sono notevoli. Trieste non ha una posizione strategica, la sua lontananza dai fiumi penalizza ed è difficile trovare qualcuno che possa insegnare anche solo i rudimenti della tecnica. Ma la voglia di imparare è tanta: a proprie spese e dopo innumerevoli nuotate involontarie l'abilità si affina. Si ruba con gli occhi ad ogni incontro con qualcuno più bravo. Sono esperienze che aiutano a rimanere a ogni discesa un pò più asciutti, a pagaiare su difficoltà più elevate. La progressione è comunque lenta: ci vogliono anni per imparare, da autodidatti, quello che oggi si è in grado di insegnare in un paio di giorni.
UN MOMENTO MOLTO DOLOROSO
Ma la difficoltà più pesante, più dolorosa, e ancora da superare. 11 Maggio 1980: durante una discesa pomeridiana sul Natisone, poco sotto il ponte del Diavolo di Cividale, nel tentativo di superare un salto artificiale, Giancarlo Magnaghi perde la vita per un colpo alla nuca su un ostacolo sommerso, probabilmente un tondino di ferro. Giancarlo era una delle colonne portanti; per un sodalizio appena agli esordi il colpo è durissimo. L'attività si blocca. Il corso principianti viene sospeso in segno di lutto. Il Gruppo, pur sconvolto dall'accaduto, decide di continuare. Si cerca di superare la drammatica situazione imponendo maggiore impegno nell'insegnamento delle cognizioni relative alla sicurezza, affinché non debbano ripetersi, in maniera assoluta, incidenti analoghi.
AFFILIAZIONE ALLA FICK ED ATTIVITA' AGONISTICA
Nel 1980 il Gruppo decide di aderire alla FIC-CIC (Federazione Italiana Canottaggio - Commissione Italiana Canoa, poi diventata Federazione con la sigla FICK) per poter svolgere attività agonistica oltre a quella amatoriale e turistica. Si inizia così da subito a partecipare a gare del campionato nazionale di discesa, piazzando alcuni atleti a un dignitoso centro classifica. Si decide inoltre di commemorare la memoria di Giancarlo impegnandosi ad organizzare una gara nazionale di discesa sul Fella. Nello stesso anno si inizia la canoa-polo, specialità nuova in Italia. Il Gruppo partecipa a vari tornei in Friuli con ottimi piazzamenti. L'attività agonistica però non riesce ad essere trainante per lo sviluppo e il futuro del gruppo. Causa prima è la lontananza dell'acqua mossa, quindi l'impossibilità di effettuare un'adeguata preparazione per essere realmente competitivi. Negli anni, comunque, la partecipazione saltuaria a competizioni agonistiche ha dato risultati notevoli.