Grossvenediger m 3674 – aprile 2007
Il GrossVenediger è una delle montagne più alte dell’Austria ed è coperta da un ghiacciaio che, pur non presentando pendenze e difficoltà molto elevate, va pur sempre affrontato con una buona preparazione sia fisica che tecnica.
Nella stagione primaverile è molto frequentato dagli scialpinisti anche perché i crepacci sono normalmente ancora chiusi e la discesa risulta lunga e divertente.
Nella tarda primavera e durante l’estate è invece frequentata da alpinisti che, muniti di adeguata attrezzatura, lo affrontano e lo salgono a piedi.
Ci sono varie possibilità di salita ma, tra queste, quelle più comuni sono due: da sud passando dalla Virgental, per il Johannis hutte e per la Deferegger haus, oppure da est partendo dalla Matreier Tauernhaus per la Venediger haus e per il Neue Prager hutte.
Noi abbiamo trovato degli amici con cui intraprendere la salita con gli sci e abbiamo scelto il percorso da est così, dopo la preparazione logistica, siamo partiti di buon mattino da casa con la macchina per arrivare a Matrei e poi, prima della galleria dei Tauri, abbiamo svoltato nella valle a sinistra fino alla Matreier Tauernhaus (m 1511) dove abbiamo lasciato la macchina.
Percorsa a piedi la strada che segue il fondovalle (circa 5 km per 250m di dislivello) abbiamo raggiunto la Venediger haus e, poco più avanti, attaccato il sentiero estivo che sale sulla sinistra verso il Neue Prager hutte. Per un bel pezzo il sentiero non era percorribile con gli sci, così abbiamo dovuto arrancare con gli sci sugli zaini.
Ad un certo punto il manto nevoso si è fatto abbastanza uniforme così abbiamo potuto progredire sci ai piedi fino ad arrivare in vista dell’ Alte Prager Hutte (m 2489) – chiuso - e poi finalmente al Neue Prager Hutte (m 2796), bel rifugio comodo ed accogliente che ci ha ospitato per la notte.
Il mattino seguente, nuovamente sci ai piedi abbiamo affrontato la salita che, prima scende e poi risale lungo un costone roccioso e poi porta sul ghiacciaio vero e proprio
Anche se abbiamo recuperato le forze spese il giorno precedente, la fatica si fa sentire, ma ben presto siamo sul platò ghiacciato in vista della cima.
La nuvolaglia con cui abbiamo iniziato la giornata sta lentamente svanendo, per lasciare spazio al cielo azzurro.
Bisogna porre attenzione, ci sono dei crepacci nascosti dalla neve, abbiamo fatto bene a partire presto la mattina e la neve è ancora solida. Ma ecco, siamo in cima, ancora qualche metro di esile cresta e arriviamo alla croce di vetta (m 3674). Veramente una bella soddisfazione … ma ora ci attende la discesa!
Seguendo la direttrice di salita scendiamo su pendii mai troppo ripidi; raggiunta quota 3000 circa, invece di dirigerci verso il rifugio Neue Prager abbiamo scelto di scendere a nord lungo ripidi pendii verso il Viltragenkees, una discesa entusiasmante. Giunti alla fine del canale si giunge al centro del vallone di confluenza e si continua per esso, ora con pendenza moderata, fino a ritornare all’inizio del sentiero e, da qui, si ripercorre a piedi il lungo fondovalle fino alla macchina.
Note Tecniche:
Difficoltà : BSA
Dislivello : 1° giorno 1280 m circa (salita)
2° giorno 900 m circa (salita) 2200 m circa (discesa)
Esposizione: Est (prevalente)
il Grossvenediger visto dalla Venediger Haus
salita verso il neue prager hutte
la cresta rocciosa sopra il rifugio, prima del tramonto
sul plato', prima di attaccare l'ultimo tratto che porta alla cima
la sottile cresta che porta alla croce di vetta
croce di vetta