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L'area delle Rose d'Inverno

COMUNE DI SAN DORLIGO DOLINA

PARCO NATURALE DELLA VAL ROSANDRA
AREA ROSE D’INVERNO - BIONDI

 

CENNI STORICI

L’area è stata individuata da parte di Ettore Tommasi nel 1974 con il neo fondato Circolo Aziendale “Gruppo montagna” dell’ Italsider di Trieste. Per i primi tre anni sono stati realizzati i prime tre percorsi sentieri didattici a livello escursionismo (sentiero 1-2 e 49/a) oltre che di collegamento tra le future aree da realizzare.
Dal 1976 al 1979 viene individuata e realizzata l’area delle Rose d’Inverno con il posizionamento di cavi sui passaggi di roccia, posizionamento di una scala fissa oltre alla realizzazione di tre vie di roccia e il posizionamento di diversi ancoraggi per corde doppie.
Dal 1979 al 1982 viene eseguito un restyling delle attrezzature in loco.
L’ultima fase viene realizzata dal 1982 al 1984 il percorso “B. Biondi” con quasi 400 m. di sviluppo lineare (l’esecuzione dell’opera è stata finanziata grazie alla famiglia Biondi e amici per ricordare il figlio prematuramente scomparso) oltre alla realizzazione di tre vie di roccia.

UBICAZIONE

Le aree delle “Rose d’Inverno” e del sentiero “ B. Biondi” sono situate nel Comune di San Dorligo Della Valle all’interno del Parco della Val Rosandra, poste sotto il ciglione carsico ad ovest del paese di San Lorenzo. Delimitata nella parte alta (nord) dal bordo del ciglione posto circa a quota 390 slm., a destra (est) dall’abitato di San Lorenzo quota 377 slm., dal basso (sud) dalla strada che congiunge i paesi di San Lorenzo a Sant’Antonio in Bosco e a sinistra (ovest) dalla cava di ghiaia Scoria.

Le strade di accesso principali sono due:
- Da Basovizza si procede per l’indicazioni della Foiba, ancora dritti per raggiungere un incrocio, da qui a destra si raggiunge immediatamente la Chiesetta di San Lorenzo.
- Da Sant’ Antonio in Bosco si procede per l’indicazione di San Lorenzo, si supera tutto il paese, si incrocia la ex ferrovia, da qui si sale sino a raggiungere e superare l’abitato di San Lorenzo sino a arrivare alla Chiesetta.

ubicazione

AREA ALLIEVI (marcata A).

Per raggiungere l'area degli allievi si parcheggia l'auto subito dopo la Foiba di Basovizza (spiazzo in ghiaia con delimitazione in tronchi di legno) o vicino alla Chiesetta di San Lorenzo. Da qui si segue la strada bianca fino ad arrivare alla tabella segnavia delle rose d'inverno, si segue l'indicazione per raggiunge il ciglione, si devia a destra seguendo il sentiero segnavie 49 del CAI, si supera un bosco di pini, si gira a sinistra per una traccia, si oltrepassano delle panchine in legno, si scende sino alla base della prima parete. In questo settore sono presenti sette vie di difficoltà medio facili e un sentiero con passaggio attrezzato.

Prima via: parte dalla parte alta con tre chiodi supera un piccolo strapiombo per sostare nella parte più alta della parete;

Seconda Via: Prima via a partire dalla sinistra, attrezzata con chiodi vecchi nella prima parte un po' friabile possibile sosta, poi tenersi sulla sinistra a prendere un piccolo diedro aperto chiodi normali sosta su chiodi cementati;

Terza via: Seconda via da sinistra, facile si sale verticalmente poi si obliqua a sinistra sino alla possibile sosta, poi verticalmente verso un piccolo strapiombo sino alla sosta su chiodo cementato;

Quarta via: si sale diritti per placca leggermente a destra di un albero poi per placca tre chiodi si raggiunge la sosta su tre chiodi (mal posizioni angoli troppo aperti) posta in una nicchia;

Quinta via: si sale sempre in centro sino all'albero si devia abbondantemente a destra per poi prendere il successivo diedro verticale e liscio poi si può uscire sia nella sosta precedente o a destra su un chiodo cementato;

Sesta via: illogica visto il percorso a S con grandi attriti, si parte a destra dell'albero poi in traverso a metà parete verso destra si raggiunge la fine del cavo metallico, da qui con salita verticale e leggero traverso verso sinistra si raggiunge la sosta su menzionata;

Settima via: la via parte totalmente sulla destra proprio sopra la parete del “pergolo”, si sale verticalmente su parete verticale passaggio atletico poi per facili rocce si raggiunge la fine del cavo metallico dove si può sostare o proseguire sino alla sosta precedente.

Nota Bene: esiste una variante posta leggermente sulla sinistra.
Il percorso attrezato con cavo è limitato ad un paio di metri, il quale è utilizzato solo quale collegamento tra l'uscita delle vie di roccia e la base della parete.

Sulla sinistra guardando la parete più in basso parallelo quasi al pergolo esiste un altra parete con altre tre vie facili, due attrezzate con chiodi cementati e una attrezzata con cordini nelle numerose clessidre.

Via di sinistra (1): si sale verticalmente per i primi metri poi si sale obliquando sulla sinistra sino ad un sperone, poi leggermente a destra a sostare su una comoda cengia su chiodi cementati.

Via di centro (2): si sale in comune alla via precedente per i primi metri, poi si sale ancora verticalmente sino a raggiungere la cengia dove si sosta.

Via di destra (3) La via sale la bella placca posta sulla destra attrezzata con cordini per raggiungere la sosta su chiodi cementati su cengia.

 



 

SETTORE PERGOLO

A destra di questo settore troviamo una falesia con diverse vie chiamate oggi il Pergolo con molte vie già aperte negli anni (Pacifico e altri)

 





















 

AREA ROSE D’INVERNO (marcata B)

Per raggiungere l'area delle Rose d’Inverno abbiamo principalmente due scelte:
La prima come la precedente lasciamo l’auto parcheggiata subito dopo la Foiba di Basovizza (spiazzo in ghiaia con delimitazione in tronchi di legno) o vicino alla Chiesetta di San Lorenzo. Da qui si segue la strada bianca fino ad arrivare alla tabella segnavia delle rose d'inverno, si segue l'indicazione per raggiunge il ciglione, si scende con il sentiero segnavie 49/a del CAI, poco dopo si incrocia il sentiero di collegamento n° 1, se lo lascia a destra e in breve si raggiunge una prima area attrezzata con panche e tavolo,

Si scende ancora e si raggiungono le basi delle pareti nelle vicinanze della scala metallica 
dove troviamo un’altra area attrezzata con panche e tavoli utile allo svolgimento didattico e conviviale dei vari corsi effettuai dalle Rose d’Inverno. La stessa area è raggiungibile dalla strada che collega i due paesi di Sant’Antonio in Bosco e San Lorenzo, dopo aver oltrepassata da Sant’Antonio la ex ferrovia si sale sino ad un curva a gomito sulla destra, ancora in salita sino ad un bivio che porta al paese di Hrvati, sempre dritti e parcheggiare nelle varie piazzole o nelle vicinanze della vedetta di San Lorenzo (belvedere sulla Val Rosandra). Il sentiero si diparte dalla strada asfaltata subito dopo l’incrocio verso Hrvati verso sinistra a prendere il costone

Gli itinerari delle Rose d’Inverno sono:
N° 1 sentiero di collegamento
N° 1a passaggio attrezzato del Pino
N° 2 sentiero di collegamento
N° 3 scala metallica
N° 4 passaggio attrezzato cengia erbosa
N° 4a sentiero di collegamento
N° 5 passaggio attrezzato del diedro
N° 6 passaggio attrezzato del tetto
N° 7 passaggio attrezzato dello spigolo
N° 8 passaggio attrezzato della placca
N° 9 passaggio attrezzato degli scalini
N° 10 via comune attrezzata al Naso
N° 11 via di roccia Austriaco
N° 12 passaggio attrezzato diretta del Naso
N° 13 via di roccia Ferro da Stiro
N° 14 via di roccia Elisa

DESCRIZIONE PERCORSI ATTREZZATI

La ferrata delle Rose d’Inverno è quanto di meglio si possa immaginare per far esperienza di itinerari attrezzati, per prendere confidenza con le ferrate oltre a consentire evitando l’utilizzo dei cavi per la progressione un proficuo allenamento ad alpinisti privi di compagni di cordata.
L’area è composta da otto passaggi attrezzati (come sopra evidenziati) che concatenati offrono un campionario estremamente vario di quello che si può trovare in una salita in montagna (scala fissa, diedro, spigolo ecc.).

Tale struttura quindi consente a chiunque, a seconda del grado di capacità o di allenamento di esercitarsi ricordando che si tratta sempre di sentieri alpinistici in zone impervie con passaggi esposti ed attrezzati.

DESCRIZIONE DIFFICOLTA’
Difficoltà escursionistiche:
T = Turistico;
E = Escursionistico;
EE = Escursionistico per Esperti;
EEA = Escursionistico per Esperti con Attrezzatura;

SCALA DIFFICOLTA’ IN FERRATA
Non esiste in realtà una scala ufficialmente riconosciuta per definire la difficoltà delle vie ferrate che normalmente vengono tutte valutate, secondo la scala delle difficoltà escursionistiche, come itinerari EEA.
Di conseguenza proponiamo una scala già individuata e proposta da Soccorso Alpino:
F = Facile
Tracciato molto protetto, ben segnalato, poco esposto e dove le strutture metalliche si limitano al solo cavo fissato unicamente per migliorare la sicurezza, ma che potrebbe evitato se percorso da alpinisti esperti.

PD = Poco Difficile
Tracciato più articolato, con canali e camini, passaggi verticali a tratti esposti, normalmente attrezzato con cavi, pioli e scale metalliche.
D = Difficile
Tracciato verticale, articolato con tratti esposti. Attrezzato con cavi metallici, richiede un impegno fisico anche se con l’aiuto dei pioli di appoggio.
MD = Molto Difficile
Tracciato su rocce molto ripide ed articolate, ma senza validi appoggi, richiede anche il superamento di tratti strapiombanti. Attrezzato con cavi metallici, solo occasionalmente con gradini artificiali che richiedono in ogni caso notevole forza.
E = Estremo
Tracciato estremamente difficile, verticale e strapiombante. Attrezzato prevalentemente con cavo metallico, gli appoggi esistenti sono esclusivamente naturali ed i pioli fissati sono pochissimi. E’ necessaria molta forza fisica, sopratutto nelle braccia e se in possesso di tecnica di arrampicata.

CONCATENAMENTO PASSAGGI ATTREZZATI ROSE D’INVERNO
Difficoltà EEA – PD


Area Rose d'Inverno

 


area attrezzata con panca e tavoli


area attrezzata dagli "amici del mercoledi"

 

Scala metallica
Il primo passaggio della ferrata consiste nell’evidente scala metallica (n° 3) di circa 10 metri suddivisa in due pezzi (targa delle Rose) che porta ad una comoda cengia;


scala metallica

Passaggio attrezzato cengia erbosa

In alternativa alla scala, una decina di metri più a destra, si può invece salire in arrampicata il passaggio attrezzato della cengia erbosa (n° 4) che dapprima sale verticale per placca compatta attrezzato con cavo metallico posto un pò alto all’attacco poi con lunga traversata verso sinistra si raggiunge l’uscita della scala metallica.


cengia erbosa
Passaggio attrezzato del diedro
Dalla cengia si prosegue ancora per qualche metro verso sinistra a raggiungere un bivio, a sinistra possibilità di uscita verso uno dei sentieri di collegamento mentre salendo verticalmente si raggiunge il passaggio del diedro (n° 5) il quale lo si supera prima con andamento a sinistra sino ad una nicchia terrazzino, poi si devia verso destra sino ad arrivare in cima ad un primo sperone che offre una splendida visuale sull’area del Sentiero “b. Biondi” e alle vicine vie di roccia “Austriaco e Elisa”

diedro

Passaggio attrezzato del tetto
Usciti dal passaggio dal diedro dobbiamo dirigerci verso sinistra per alcuni metri per affrontare e superare il passaggio del tetto (n° 6) il quale inizia con una bella placca compatta e liscia, si sale con andamento verso sinistra sino a raggiungere il tetto, lo si supera in spaccata verso destra per raggiungere una facile ma esposta traversata su esile cengia.

Usciti dalla esile cengia ci troviamo sul comodo terrazzo centrale delle Rose d’Inverno (bel vedere sull’intera Val Rosandra).

Dal terrazzo si presentano due possibilità

Passaggio attrezzato dello spigolo
- a sinistra il passaggio dello spigolo (n° 7) prima più facile e appoggiato poi più verticale ed esposto;

Passaggio attrezzato della placca
- a destra ha inizio il passaggio della placca (n° 8) un traverso delicato su roccia compatta con caratteristici appigli a gocce dovuti all’erosione dell’acqua sino a raggiungere con passaggio delicato ed esposto l’itinerario precedente.

Passaggio attrezzato degli scalini
Usciti dal passaggio dello spigolo prendiamo una cengia comoda verso destra a raggiungere l’ultimo passaggio degli scalini (n ° 9) che con facile e corta arrampicata ci consentirà di raggiungere la nostra cima rappresentata dal ciglione carsico con vista mozzafiato su tutta la Val Rosandra, Muggia e parte di Trieste

CONCATENAMENTO PASSAGGI ATTREZZATI DEL NASO E DEL PINO ROSE D’INVERNO

Normale al Naso
Difficoltà EEA – F
Il passaggio “Normale del Naso” (n° 10) ricorda, seppur in miniatura, un sentiero attrezzato o una via normale dove le difficoltà contenute vengono ulteriormente agevolate con cavi. L’attaco del sentiero è posto tra lo (spigolo del Naso” e la via di roccia Ferro da Stiro, bisogna salire una decina di metri prima di trovare il cavo, si sale un caminetto per pochi metri poi si traversa verso sinistra sino a raggiungere il terrazzo centrale delle “Rose d’Inverno”.

Spigolo del Naso
Difficoltà EEA – D
Lo “Spigolo del Naso” (n° 12) è sicuramente il più impegnativo sentiero attrezzato dell’area delle Rose d’Inverno. Richiede il superamento di buone difficoltà , continuo, con passaggi molto aerei non presenta vie di fuga.
Si supera subito un sperone di roccia liscia aiutato con dei pioli di ferro (appoggi) in leggero obliquo verso sinistra, poi su per placca liscia verso destra sino a incontrare altri pioli che ci indicano l’inizio del traverso esposto verso sinistra liscio e povero di prese, superato il quale con arrampicata più semplice, si raggiungere il terrazzo centrale succitato attraverso il superamento del spigolo.

Passaggio attrezzato del Pino (n°1/a)
Difficoltà EEA – F
Dall’uscita dei due sentieri sopra citati salendo verticalmente mirando un evidente pino posto leggermente sulla destra si raggiunge l’ultimo passaggio attrezzato con cavo metallico, il quale è molto corto e sale una placca di roccia facile che per,mette di raggiungere il sentiero di collegamento n° 1 e di successivamente il Ciglione Carsico.


tetto

spigolo


placca


scalini


normale del naso


spigolo del naso


passaggio attrezzato del Pino

ROSE D’INVERNO - VIE DI ROCCIA

La salita adatta ai principianti o a chi vuol riprendere ad arrampicare dopo un periodo di inattività; nell’ambito delle tre vie che ci sono nella zona centrale delle Rose d’Inverno, vie mai particolarmente impegnative con difficoltà dal 2° al 3°, e con la possibilità di suddividerle in più tiri. Da fare comunque particolare attenzione a causa di alcune rocce mal sicure e alla particolare chiodatura non a spit ma chiodi cementati di concezione anni 70-80. Soprattutto sulle vie Ferro da Stiro e l’Elisa sono presenti dei chiodi i quali permettevano di essere usati senza l’utilizzo dei rinvii (modello Austriaco), i quali oramai sono superati ed hanno solo una valenza storica. (si consiglia l’utilizzo dei rinvii).

Via Austriaco n° 11
La via parte a destra nelle immediate vicinanze del passaggio attrezzato della cengia erbosa (indicazione sulla roccia).

L’ assicurazione del primo di cordata può avvenire sfruttando come sosta di partenza gli innumerevoli alberi posti alla base della parete. Si sale senza una via obbligata in verticale sino ad un albero, da quì con andamento obliquo prima verso sinistra poi a destra si raggiunge una stretta e scomodo terrazzino dove volendo si può anche sostare.( 2° vari chiodi)
Si esce dalla cengia verso sinistra (passaggio chiave 3°- ben chiodato) per salire di nuovo verticalmente su rocce molto articolate facendo attenzione alle rocce malsicure fino a raggiungere il comodo terrazzo centrale dove si sosta (2°, 1p. 3°- vari chiodi)
Si può ancora salire prima verticalmente per facilissime rocce sino a raggiungere una evidente cengia un po' erbosa verso sinistra, la si percorre chiodo, per raggiungere la base del “Passaggio dei Scalini” (1°/2° qualche chiodo).

Variante
Attacco posto sulla sinistra con partenza alla destra di una grotta, con salita verticale (clessidra e cordino vecchio) si raggiunge una placca la si supera, verticalmente chiodo si raggiunge la fine della cengia erbosa (4° / 5° assicurazioni molto distanti via classica alpinistica).

Via Ferro da Stiro (n.13)
Terza ed ultima via delle Rose d’Inverno, normalmente è sufficiente un unico tiro di corda per superare questa via di 3° (consigliato sostare alla fine del traverso di destra o subito dopo a causa di forte attrito dovuto all’andamento a u della via e l’utilizzo dei rinvvi come per l’Elisa).

L’attacco della via è posto a destra dell’attacco della Normale del Naso dove è possibile attrezzare una sosta su una grande clessidra nelle vicinanze della scritta.

Dopo un innalzamento delicato su placca si prende a sinistra un traverso su caratteristiche goccette (3°) che porta ad incontrare uno spigolo (3°-) che si sale sino ad una piccola nicchia (sosta scomoda), si continua con un traverso verso sinistra sino ad una nicchia la quale si supera con un passaggio aereo ma ben appigliato uscendo su un comodo terrazzo dove si sosta.

 

Via Elisa (n° 14)
Via di 2°/3° suddivisa in due tiri di corda con possibilità di un terzo tiro superando un diedro facile di 2°/3°.
La via parte una decina di metri a destra della via dell’Austriaco subito prima del Spigolo del Naso.
Anche in questo caso è possibile attrezzare la prima sosta utilizzando gli alberi posti alla base della parete.



Si sale dapprima una breve paretina per obliquare verso sinistra sino ad un alberetto (2°), ancora dritti per uno spigolo(3°-), poi per cengia verso destra si raggiunge una nicchia dove si sosta (2° chiodi).

Si devia di poco a destra per superare un passaggio in placca (3°) sino all’intaglio (3°) che permette di raggiungere il terrazzo sopra le uscite dei passaggi attrezzati del Naso.

Volendo si può continuare per un diedro riconoscibile nelle vicinanze dell’attacco del traverso del terzo tiro della via dell’Austriaco attrezzando una clessidra con cordino in Kevlar o Dinema per raggiungere il Ciglione Carsico.


Via Austriaco


variante


Via Elisa


ROSE D’INVERNO - ULTERIORI VIE DI ROCCIA

Esistono all’interno dell’area delle “Rose d’Inverno” altre vie di roccia, alcune spittate di recente come delle altre spittate molto tempo fa e anche delle vie storiche attrezzate con chiodatura classica del periodo.
Le prime due vie che incontriamo dal basso verso l’alto sono due attrezzate con spit, poste tra lo spigolo del naso e la via Elisa. Quella di sinistra tra l’altro è molto vicina ad una via storica variante dell’Elisa che permetteva di raddrizzare la via arrivando in modo rettilinea sino alla sosta in nicchia (chiodo vecchio).

Altre due vie si trovano all’uscita del passaggio della cengia dell’erba concomitanza con l’uscita della scala metallica.La prima è aperta tanti anni fa attrezzata con due chiodi dell’epoca sale per un spigolo arrotondato mirando ad un intaglio a fine parete, con sosta da attrezzare sul terrazzo.

La seconda è posta sempre sulla stessa cengia ma leggermente a sinistra prima dell’attacco del passaggio del diedro Via Iris. Attrezzata con tre o quattro spit e catena finale sale la bella placca compattissima e povera di prese.

Le ultime tre vie sono posizionate sopra l’uscita del passaggio del diedro.

Le prime due da destra sono delle vie storiche attrezzate con rari chiodi classici mentre la via di sinistra è attrezzata con spit vecchiotti.


La via di destra sale per una fessura diedro sino ad un strapiombo, lo si supera direttamente (belle prese), poi si mira l’intaglio sopra a destra e superando la placca fessurata si raggiunge il terrazzo superiore sosta da attrezzare (uno – due chiodi originali vecchi);

La seconda via in centro è speculare della precedente, prendendo prima una fessura, il successivo strapiombo salendo però la successiva placca a sinistra per raggiungere l’intaglio che porta alla terrazza superiore sosta da attrezzare (uno – due chiodi originali vecchi);

La via di sinistra segue una placca di roccia compattissima chiodata con tre spit con andamento ondulante seguendo le esili fessure presenti possibilità di sostare sul cavo e ancoraggi del traverso del passaggio del tetto.


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