Questo sito impiega cookie come descritto nella informativa. Continuando la navigazione si esprime consenso a tale impiego

Pakistan 2002, Ma dov'è il Pakistan?

Ma dov'è il Pakistan? (di Fabio Dandri)

Il Pakistan sta in un altro mondo. Un mondo in cui le abitudini, i ritmi, il modo di vivere sono completamente differenti dai nostri. Un mondo in cui tutto è diverso, vestire, mangiare, bere, socializzare,…
Dai villaggi più piccoli alle grandi città, gli aspetti della vita appaiono sempre tutti molto diversi da quelli a cui siamo abituati e dappertutto si fa sentire la rigidità del ferreo sistema religioso; sono molte le cose assenti e numerose quelle proibite al popolo pakistano, cose per noi normali e quotidiane. Si configura così al nostro sguardo occidentale un ambiente strano e, quantomeno, insolito; un luogo dalle particolarità così accentuate è difficile da raccontare, per capire è necessario vederlo ed esserci immersi perchè nessun testo o libro può descriverlo e spiegarlo in maniera completa.

A partire dalle città, organizzate come grandi mercati. Tra le tende e gli infiniti colori di questi grandi bazaar, tra le bancarelle, i carretti ed i piccoli negozi, si muove continuamente un mare di persone. In realtà quasi esclusivamente uomini, talvolta qualche signora anziana che chiede l’elemosina; le donne giovani sono generalmente a casa, o nei campi se ci troviamo nei villaggi delle campagne, non si vedono mai e si coprono il volto. Gli uomini, vestiti allo stesso modo con poche variazioni cromatiche, tutti con una camiciona lunga fino alle ginocchia della stessa tinta dei pantaloni, affollano le strade del centro mescolandosi alla mercanzia, a motorini, automobili, carri ed animali, dando vita ad un incredibile viavai caotico e polveroso.

Islamabad è, in parte, più tranquilla. Sicuramente è la città maggiormente organizzata e moderna; costruita a partire dal 1960 quando il governo Pakistano ha deciso di spostare la capitale dalla decentrata Karachi, è strutturata per settori quadrati ognuno con il mercato al centro circondato dalle zone residenziali; questa pianificazione e la presenza degli edifici pubblici sono riusciti a conferire un certo ordine anche ai movimentati e chiassosi bazaar locali. A soli quindici chilometri, però, c’è Rawalpindi, l’esatto contrario: strade strette e viuzze impolverate, congestionate sia dal traffico che dall’enorme quantità di persone in movimento; quelle ferme vendono i loro prodotti o stanno mangiando qualche intruglio cucinato dagli ambulanti; e tutto questo in mezzo ad un’elevatissima percentuale di umidità che si abbina perfettamente alla polvere così da rendere torrido ed insopportabile il caldo estivo. Allora, ad uno gli viene anche voglia di bersi una birra, ma è una di quelle cose inesistenti, come i salumi, il pane, l’acqua gassata, il vino e tutti gli altri alcolici, ..., pertanto bisogna accontentarsi del solito thè caldo col latte, grazie, molto dissetante...

Man mano che ci si allotana dai grandi centri, le dimensioni delle case diventano sempre più ridotte. Gli edifici fino a sei piani di Karachi dimezzano le loro altezze già a Rawalpindi e diventano, nei villaggi, tuguri piccolissimi. Gli abitanti delle valli del Karakorum vivono in due stanze, o addirittura una sola, ricavate con un muretto in pietra alto due metri ed un tetto di rami intrecciati; le abitazioni più lussuose possono contare su una stoffa colorata per controsoffitto e sulla malta alle pareti. Talvolta c’è il tavolo, altre volte si mangia per terra, sui cuscini. I cuscini sono quelli del letto. In effetti, non è che ci sia il letto, piuttosto qualche tappeto e qualche coperta.

Tuttavia, nella modestia e nella semplicità del suo mondo, il pakistano è molto ospitale, sempre disponibile ad offrire una bevanda o qualcosa da mangiare (basta soprassedere a qualche carenza igienica). Al primo contatto, però, può suscitare un certo imbarazzo o addirittura fastidio perchè tende a fissare gli stranieri e quello che fanno; talvolta, si raduna in gruppi incuriositi che restano ad osservarti insistentemente. Di certo, noi arriviamo da un altro mondo.

Rawalpindi
Rawalpindi
Karachi
Karachi