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Pakistan 2002, verso la vetta

Verso la vetta (di Fabio Dandri)

Il tempo a nostra disposizione era arrivato al limite. Ancora cinque giorni al massimo, poi avremmo dovuto assolutamente lasciare il campo base, fare il trekking, prendere le jeep per Skardu e il pullman per Islamabad e, infine, l’aereo per l’Italia.
Erano già quattro le notti trascorse nei portaledge e, nel frattempo, mi ero già preso un sasso in faccia durante il sonno, mi si è bloccata la mandibola e riuscivo a malapena a bere le minestrine.
Così, la sera del 14 agosto abbiamo deciso di mettere la sveglia alle cinque per tentare di salire in cima; avremmo dovuto aprire ancora qualche tiro per portarci sulle rocce parzialmente innevate della cuspide finale. Ma alle cinque pioveva... ancora una volta il tempo della Trango Valley ha saputo dimostrarsi estremamente variabile.

Qualche ora dopo, alla tiepida luce di qualche schiarita, abbiamo preso un po’ di coraggio e ci siamo messi in moto sulle corde fisse. Quattrocento metri sopra di noi da percorrere e cinquecento sotto; un mare di granito verticale e strapiombante appena sfiorato dal sole mattutino. Abbiamo ripercorso «da turisti» sulle jumar il tiro di 8a, una placca perfettamente liscia spaccata in due da una fessura dritta e regolare, e quello successivo, un tetto di qualche metro segnato dalla continuazione della fessura precedente, e quello successivo ancora... Intanto, aveva ricominciato a nevicare, e non ha più smesso per altri tre giorni.

Siamo però saliti comunque e Bubu ha aperto gli ultimi tiri. La stanchezza ed il freddo cominciavano a farsi sentire, ma soprattutto la fame: lo stato di salute della mia mascella mi ha permesso di mangiare in circa venti minuti solo un paio di centimetri di barretta energetica finchè, stufo, l’ho infilata di nuovo nello zaino. Inoltre, mi aspettavano gli ultimi 60 metri di corda fissa.

Poi, un centinaio di metri di salti e blocchi di granito incastrati uno nell’altro ci ha condotti sulla cresta finale dove, con grande gioia e soddisfazione, abbiamo incrociato una via esistente e concluso la nostra. Il coronamento di un mese di lavoro, di fatica e disagi.

Risalita sulle corde fisse. Un centinaio di metri più sotto, i portaledge appesi
Il pendio ghiacciato nella parte alta della via
Momenti di felicità alla conclusione della via