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Pakistan 2002, Women and chalk, la nuova via di Bubu

Women and chalk, la nuova via di Bubu (di Fabio Dandri)

Millecentocinquanta metri. Non sono stati una gita tranquilla e rilassante, nemmeno per me che li ho saliti da turista, sulle corde fisse, per fare un po' di fotografie.
Di sera rientravamo nella tendina, o nel portaledge, stanchi e affamati; ma più di tutti, senz'altro, Bubu. Stressato e provato dall'intensità della salita. Apriva al massimo due tiri al giorno, spesso sotto la grandine o la neve, tutto a vista ed usando esclusivamente nuts e friends; ogni tanto un chiodo. E poi doveva attrezzare le soste: bucare il duro granito battendo a mano così da farci entrare gli spit. Infine bisognava tirar su il materiale, l'acqua, i portaledge, le bustine del cibo liofilizzato e le scatolette, le barrette energetiche, i sacchi letto, i vestiti, ..., quasi trecento chili di roba.

Più di tre settimane di lavoro, dalle quali sono usciti tredici giorni di arrampicata effettiva su difficoltà quasi sempre superiori al 6c e alcuni spettacolari tiri tra il 7c e l’8a. 29 lunghezze di corda che tagliano in linea retta la parete est dello Shipton Spire, fino alla cresta finale dove l’itinerario interseca Ship of Fools, una via compiuta nel ’97 da una cordata americana.

Il Shipton Spire (5850 m) con il tracciato di Women and chalk La spedizione è nata in poco tempo, a fine giugno. Il gran desiderio di imbarcarci in questa nuova esperienza ci ha permesso di organizzarla in sole tre settimane e, il 15 luglio, Mauro “Bubu” Bole, Mario Cortese ed io eravamo già su un aereo della Pakistan International diretti nella valle del Trango.

In realtà, arrivare sotto le famose torri non è proprio così semplice ed immediato. Dopo aver espletato un po’ di faccende burocratiche, ci aspettavano ventun ore a bordo di un pullman diretto a Skardu, piccola cittadina punto di partenza di tutti i trekking del Baltoro; la strada ci sembrava un inferno, ma ancora non avevamo percorso le sette ore di jeep per Thongul, in mezzo alla polvere, con un’andatura da veri canguri: povere sospensioni ma, soprattutto, povere le nostre chiappe!

A Thongul si inizia a camminare, due giorni sulla terra e sulla sabbia fino al frequentatissimo villaggio di Paiyu, ed un giorno sulle morene fino al campo base del Shipton, un delizioso triangolo verde che riesce a resistere alla prepotenza del vicino ghiacciaio.

Il tempo estremamente variabile, spesso piovoso, ci ha costretti ad allungare l’acclimatamento in campo base finchè, finalmente, il 26 luglio abbiamo potuto montare la tenda alla base della parete ed attaccare il primo tiro della via. Di nuovo, il brutto tempo ci ha rispedito al campo base per alcuni giorni ed appena all’inizio di agosto il ritmo dell’arrampicata è aumentato considerevolmente; così, il 10 agosto abbiamo raggiunto i primi cinquecento metri ed allestito i portaledge, che sono stati la nostra nuova casa per nove giorni, ed il 15 agosto abbiamo raggiunto la cresta sotto una nevicata incessante, completando Women and chalk.

Una sequenza continua ed estremamente logica di fessure e diedri, immersi in un suggestivo mare di granito verticale e strapiombante. Un grande risultato, vista anche l’altitudine, che mette in secondo piano tutto lo stress, la fatica e i disagi che questa esperienza ha richiesto.

Il Shipton Spire (5850 m) con il tracciato di Women and chalk
Notte al campo base: il Shipton Spire
Bubu impegnato su uno dei passaggi difficili della via
Uno dei tiri più impegnativi e faticosi