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CATINACCIO (m.2981)

VIA “PLACCOMANIA” o “UN DIAVOLO PER AMICO”

M. Giordani e M. Girardi, nel luglio 1987

Riepilogo generale:

difficoltà: TD (V+/VI-, con un passaggio di VI+) dislivello: 400 m sviluppo: 460 m tempo: -

Descrizione generale

Questa volta vi vogliamo presentare una salita ancora poco conosciuta ma che non tarderà a divenire classica per la sua indubbia bellezza, su una successione di placche solide e lavorate caratterizzate da roccia quasi sempre ottima.
La via venne salita nel 1987 dalla cordata Giordani-Girardi, i quali però lasciarono la via attrezzata solo in minima parte: quando nel 2002 Fabio Giongo e compagni salirono questo pezzo di parete pensarono di aver aperto un nuovo itinerario e lo dedicarono a Tita Piaz, il "Diavolo delle Dolomiti". Ed in effetti questa via iniziò a venir conosciuta proprio con questo nome che quindi affianchiamo per completezza accanto a quello originario. A Giongo e compagni va comunque il merito di aver lasciato ottimamente attrezzato questo bellissimo itinerario.
Andrea e Stelio lo ripeterono nell'agosto 2006 su consiglio dell'accademico Antonio Bernard, che Andrea aveva avuto modo di conoscere durante le vacanze estive in Val di Fassa e che spesso gli consigliava nuove vie poco conosciute ma che il più delle volte si rivelavano vere e proprie "chicche".
Di questa poco reclamizzata salita sull'Anticima sud del Catinaccio, Andrea mi aveva subito parlato in termini entusiastici, anche se eravamo rimasti d'accordo di rimandare la pubblicazione della relazione all'uscita della nuova guida del Catinaccio a cui stava lavorando proprio Bernard. Ora che la nuova guida è uscita, presentiamo ben volentieri questa salita che Andrea così ricordava: “Sublime arrampicata di assoluta bellezza ed eleganza su placche compatte di roccia ideale. Lunghezze goduriose ed impegnative su muri compatti con passaggi da capire e ben individuare,si susseguono a tratti molto divertenti su placche molto lavorate e clessidrate. Breve , ma secco e atletico lo strapiombo del passo chiave...”.
Ancora due parole sul primo salitore, Maurizio Giordani: fuoriclasse roveretano, classe '59, accademico del CAI e poi guida alpina, è stato autore di notevoli imprese sia sull'arco alpino che sulle montagne extraeuropee; in particolare di lui ci piace ricordare gli exploits sulla parete sud della Marmolada, spesso compiuti anche in solitaria.
Arrivati a questo punto andate a ripetere questa via.... il divertimento è assicurato!

Avvicinamento e punti d'appoggio

Da Gardeccia si segue la mulattiera per il rifugio Vaiolet e poi il sentiero che sale alla volta del Passo delle Coronelle; giunti sotto la parete, se ne raggiunge in breve la base per pendio erboso.
L'attacco è posto circa 10 metri a destra del marcato camino che delimita l'ampia placconata, presso una fessurina di roccia biancastra compatta (fettuccia viola visibile più in alto).
(Ore 1.10 da Gardeccia).

Relazione

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Materiale usato

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Discesa

Detto del fatto che all'uscita della via ci si congiunge alla Cresta sud e con questa si può anche proseguire fino alla cima, la discesa che consigliamo è quella a corda doppia lungo la via di salita. Essa si svolge con 9 corde doppie (necessarie due corde da 55 metri). La prima calata si effettua dallo scomodo terrazzino (spit e chiodo) attrezzato al sommo della placca biancastra finale, che si raggiunge dopo la facile discesa per il caminetto obliquo sotto la cresta sud. (Ore 2.00 a Gardeccia).

Ripetitori

Relazione e schizzo tecnico di Andrea Labinaz e Stelio Chiama
Commento di Silvio Lorenzi

lo schizzo della via
il tracciato di "un Diavolo per amico"
Andrea lungo la via