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PILASTRO PAOLINA

(m.2745)- Parete Nord-Est "L'ultimo dei Balcani"

Marco Furlani e Fabio Bertoni (14/06/1992)

Riepilogo generale:

difficoltà: Difficoltà V, V+, con un tratto di VI- dislivello: - sviluppo: 700 metri tempo: 7-8 ore

Descrizione generale

Commentando questa bellissima via, diciamo subito che si tratta di un superbo pilastro d’impareggiabile bellezza, incastonato nel cuore della grande muraglia nord-orientale del Sassolungo; Paolina è il nome della madre di Marco Furlani, alla quale è stata dedicata la cima; l’itinerario è stupendo, ed offre lunghezze di rara eleganza fra zone strapiombanti, all’apparenza friabili e difficilmente superabili; per la lunghezza della via, a cui va sommata la discesa con svariate corde doppie, è da consigliare solo ad alpinisti preparati ad affrontare i grandi ambienti dolomitici. Solo due parole su Marco Furlani: è accademico del CAI, e nel corso degli anni ’80 e ‘90 è stato (ma tuttora continua l’attività ai massimi livelli) uno dei migliori interpreti della scalata alpinistica moderna; al suo attivo conta numerose vie nuove, sempre estreme, una buona parte aperte sul Sassolungo, spesso assieme ad Ivo Rabanser, con cui ha contribuito alla scoperta di pilastri e linee nuove. Nel disegno è riportato pure l’attacco della via “Passione Maniacale”, in quanto, all’inizio di stagione o dopo forti temporali, può costituire una valida alternativa d’attacco, se i primi tiri della via originaria dovessero risultare bagnati e quindi non percorribili.

Avvicinamento e punti d'appoggio

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Relazione

(abbr.: ch.=chiodo/cl.=clessidra/fr.=friend/m.i.=masso incastrato/nt.=nut/sp.=spuntone)

Accesso: dal passo Sella si segue il sentiero che, attraversando la “Città dei Sassi”, porta verso il rifugio Comici; si sale per prati e ghiaie in direzione della grande parete, portandosi sotto la verticale del Pilastro; l’attacco è alla base dell’evidente diedro-canale arcuato (45 min.).

L1) Si attacca alla base del diedro-canale arcuato, e si sale su placche inclinate ma levigate gradualmente verso sx fin sotto un forte strapiombo (IV+, V); da qui, in traversata verso sx sotto lo strapiombo (V), si raggiunge la sosta, molto scomoda. (35m; IV+, V; 4 ch.; 1 cl.) Sosta chiodi e cordini.

L2) Alzarsi a sx in placca (V), e seguire con bella arrampicata il compatto diedro che delimita a sx la fascia strapiombante (V+, IV+), uscendo al suo termine a dx su una comoda cengetta con clessidra. (45m; V, V+, IV+; 2 ch., 2 fr.) Sosta su cl.

L3) Obliquare a sx su placche inclinate e articolate verso il soprastante grande strapiombo (45m; III; 2 cl.) Sosta su cl.

L4) Sempre su facili placche inclinate, si contorna a sx il grande strapiombo, per poi salire verso dx su una larga terrazza a gradoni fino alla sosta. (60m; III, II) Sosta ch. e cl..

L5) Per facili gradoni si punta ad un’evidente fessura-camino nerastra che delimita a dx un pilastrino addossato; la si risale (IV) e poi si obliqua leggermente a sx su stupende placche articolate (IV), fino a sostare presso una fessura. (50m; IV; 3 cl., 1 fr.) Sosta su cl..

L6) Su diritti per la fessura per alcuni metri; quindi traversare a sx fino ad un terrazzino molto esposto preso uno spigoletto. (25m; IV; 1 fr., 1 nt.) Sosta su chiodi.

L7) La parete soprastante è delimitata in alto e a sx da una notevole barriera di strapiombi giallo-neri, che vanno superati nell’unico punto vulnerabile, ma non facilmente individuabile: alzarsi con stupendi passi atletici sul soprastante muretto nerastro (V+; cl.), e quindi verso sx raggiungere una breve fessura nascosta (V+); superarla con elegante arrampicata (V+; cl.); traversare a sx in placca (V) e superare verso sx il bordo degli strapiombi; quindi, da una cengetta superare un atletico strapiombo con ottimi appigli (V+, ch.), e montare sull’aerea rampa obliqua sopra gli strapiombi. (45m; V+, V, V+, IV; 3 cl., 2 ch., 2 fr.) Sosta su chiodi

L8) Si prosegue sulla stretta rampa fino al suo termine (III); si supera un muretto di eccellente roccia a buchi (IV+; cl.), e poi per un diedro-camino si arriva sopra un pilastro nerastro addossato alla parete. (50m; III, IV+, IV; 2 cl., 2 fr.) Sosta su cl.

L9) Si traversa facilmente a sx su rocce lavorate (III), e per un profondo camino che incide gli strapiombi giallastri (IV) si esce sulle ghiaie del grande Cengione Mediano, sopra il quale si innalza ben delineato il Pilastro Paolina. (40m; III, IV; 2 fr., 1 cl.) Sosta su chiodi. Portarsi brevemente alla base della soprastante parete giallastra, sulla dx di un pilastrino addossato (20m; ometto)

L10) Per rocce articolate, un pò friabili, si raggiunge una terrazza alla base dello spigolo di dx del Pilastro. (55m; III, IV; 2 sp., 1 fr.) Sosta su chiodi

L11) Salire seguendo delle esili fessurine che incidono lo spigolo giallastro (IV, IV+), e poi a sx ad un comodo terrazzino sotto una compatta placca scura. (30m; IV, IV+; 3 fr., 1 nt.) Sosta su chiodi

L12) Alzarsi verso sx ad un chiodo (V+), e poi salire leggermente verso dx lungo una stupenda placca verticale compatta con arrampicata elegante e tecnica (VI-), uscendo al suo termine a dx ad un esiguo terrazzino sullo spigolo sotto un diedro giallastro. (20m; V+, VI-; 1 ch.) Sosta su chiodi (Tiro chiave, molto tecnico e scarsamente proteggibile)

L13) Salire alcuni metri nel diedro giallastro (V, cl.), fino a poter uscire a sx in parete, e quindi seguire una serie di pilastrini grigi addossati (IV), che portano al centro della parete. (40m; V, IV; 2 fr., 1 cl., 1 nt.) Sosta su chiodi

L14) Per un muretto giallastro delicato (V; cordino su cl.) ed una breve fessura (IV+) si giunge nel caratteristico nicchione friabile sottostante la grande volta di strapiombi (ch.); si traversa quindi a sx fino a sostare a sx di esso. (35m; V, IV+, III; 1 cl., 2 fr., 1 ch.) Sosta su chiodi

L15) Alzarsi sul bellissimo muretto a buchi sottostante gli strapiombi (V, V+; cl.), e traversare a sx su rocce compatte grigie (V+) fino ad oltrepassare uno spigoletto; diritti per facili rocce articolate fin oltre la fascia di strapiombi. (30m; V, V+, III; 2 cl., 2 sp.) Sosta su sp.

L16 / L17) Continuare lungo l’inclinata parete finale di rocce ben articolate fino alla fantastica crestina sommitale che conduce sulla cima del Pilastro Paolina (70m; III, II) Sosta su sp. (Ometto e Libro di vetta)

Sviluppo 700 metri / Difficoltà V, V+, con un tratto di VI- / Tempo impiegato 7-8 ore

Materiale usato

Tutti i chiodi indicati, sia di sosta che di progressione, sono sul posto. Per la ripetizione si consiglia di portare qualche chiodo, oltre a una normale dotazione di friend e nuts di misura assortiti e cordini per le numerose clessidre.

Discesa

La discesa si effettua in corde doppie, dapprima scendendo lungo il regolare diedro che delimita a dx il Pilastro; quindi, raggiunto il Cengione Mediano, la discesa prosegue lungo la via di salita fino alla base della parete: complessivamente 13 corde doppie di 45-55 metri ciascuna (ore 2-2.30); le calate sono tutte attrezzate, ed il primo ancoraggio è situato alcuni metri sotto la cima nei pressi della forcella che unisce il Pilastro alla parete.

Ripetitori

Relazione a cura di Andrea Labinaz e Silvio Lorenzi

lo schizzo della via
lo schizzo della via
muretto di roccia
Andrea Labinaz e Silvio Lorenzo