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IL NUVOLO

(3075 m)- Spigolo SSW

Quinto Scalet, con Giacomo Gaio ed Ennio Boi (30.8.1958)

Riepilogo generale:

difficoltà: TD passaggi di V+ dislivello: 350 m sviluppo: 350 m tempo: 4.30 h

Descrizione generale

Si narra ...che le Guide di San Martino di Castrozza, alla fine dell'800, salendo con i clienti al Cimon della Pala, allorchè la cuspide del Cimon, coperta di nuvole, preannunciava cattivo tempo e dissuadeva dal continuare l'ascensione verso la cima, dirrottassero la comitiva su quel monte minore, che sta proprio di fronte al Cimon in alta Val dei Cantoni, in quanto, salito dal Passo del Travignolo, non presenta difficoltà e permette di raggiungerne la cima anche col tempo non buono. Con questo escamotage, continua il racconto, riuscivano a salvare l'uscita con i clienti, che altrimenti sarebbe andata buca, con conseguenze pure per le tasche delle guide stesse. E così, conclude il racconto, questa montagna venne chiamata ... "Il Nuvolo".

Ringraziamo Gabriele Franceschini grande alpinista e profondo conoscitore delle Pale di San Martino, per questo simpatico aneddoto che ci riporta indietro negli anni, al tempo delle prime esplorazioni nelle Dolomiti.

Quinto Scalet è stato un altro grande scalatore e personaggio di spicco nella storia alpinistica delle Pale. Negli anni '50 e '60, assieme ai finanzieri delle Fiamme Gialle di Passo Rolle, realizzò sulle Pale di San Martino una notevole attività, con svariati itinerari nuovi anche di rilevante difficoltà, tra cui significativi sono quelli tracciati sulle pareti dell Cima dei Bureloni e del Campanile di Travignolo. Era gente esperta, allenata ai terreni di montagna ed alle vie nuove, che si muoveva con disinvoltura sia in arrampicata libera, che sui chiodi. Sono segnali che suggeriscono di non prendere sotto gamba le loro salite.

Anche questo itinerario, aperto sempre in quegli anni, non sfugge da questa regola. In certi tratti, ad esempio, per la compattezza della roccia l'arrampicata diventa sostenuta, e impegna dal lato psicologico, il capocordata. Per fortuna vuoi l'ottima qualità della roccia, che il grado di difficoltà, mai estremo, riescono a mitigare la severità di questi passaggi, e così, presa confidenza , il piacere dell'arrampicata prende il posto della tensione iniziale.

Queste brevi considerazioni ci introducono al commento tecnico dell'ascensione. Segnaliamo le prime quattro lunghezze, in quanto abbiamo riscontrato una certa difficoltà nel proteggere adeguatamente i passaggi a causa della roccia compatta. Ciò si fa sentire particolarmente sulla prima lunghezza nel punto in cui si affronta la placca giallastra, che è protetta da un solo chiodo sottostante: i primi due innalzamenti in placca, in questo punto piuttosto verticale, si affrontano su prese piccole, e quindi abbiamo optato per assegnare a questo passaggio una difficoltà di V+, anche in considerazione dell'assicurazione non proprio ottimale.

Sulle successive tre lunghezze la situazione migliora un po', in quanto è possibile utilizzare con più frequenza protezioni mobili, soprattutto di misura piccola: l'arrampicata però rimane sempre piuttosto in libera. Di diverso aspetto è invece il bel diedro rossastro di V e V+, che è sicuramente il tratto più bello dell'ascensione. Avendo una bella fessura nel fondo, offre ampia possibilità di utilizzare nuts e friends a protezione dei passaggi.

Andando avanti nel commento, non possiamo che fare nostri i giudizi riportati dalla recente Guida del CAI sulle Pale di San Martino, e quindi confermiamo le valutazioni ivi espresse riguardo all'ottima qualità della roccia lungo tutta l'ascensione, all'eleganza ed alla piacevolezza dell'arrampicata, che rendono la salita di sicura soddisfazione, ma anche all'impegno complessivo determinato, su parecchie lunghezze, dalla continuità dei passaggi e delle difficoltà. Completiamo il quadro con un accenno ai punti di sosta, che sono sempre comodi e ben attrezzati.

La discesa, raggiunta la cima, si effettua verso nord, scendendo in breve per facili roccette alla selletta tra il Nuvolo ed il corpo della Cima della Vezzana. Da qui, con sentiero si raggiunge il sottostante Passo del Travignolo.

Punto d'appoggio è il rifugio Pedrotti alla Rosetta (0439.68308), che si raggiunge da San Martino di Castrozza con la seggiovia del Col Verde e quindi la funivia della Rosetta, oppure a piedi per il Col Verde ed il Passo della Rosetta - segnavia n. 701 - in ca. 3 ore.

Per l'avvicinamento alla salita, si segue il sentiero - segnavia n. 716 - che dal rifugio, attraverso il passo Bettega, raggiunge la val dei Cantoni, che si abbandona subito dopo per portarsi alla base dello zoccolo dell'evidente spigolo SSW del Nuvolo. (ore 1.20 ca.)

Avvicinamento e punti d'appoggio

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Relazione

(abbr.: ch.=chiodo/cl.=clessidra/fr.=friend/m.i.=masso incastrato/nt.=nut/sp.=spuntone)

Si supera lo zoccolo, salendo facilmente per circa 90 metri per roccette solide con difficoltà di I e II, raggiungendo senza via obbligata la base dell'evidente spigolo arrotondato.Si sosta (clessidra) sotto una cengetta, proprio alla base dello spigolo che subito sopra si alza verticale.

L1) Si sale verso roccie grigie fessurate a sinistra di un tetto giallastro stretto e lungo. Ci si alza diritti una decina di metri, e quindi in traverso diagonale verso destra, sempre su roccia grigia (IV+), si va a raggiungere una grande placca giallastra (ch.). La si supera, prima verticalmente (V+) in direzione di una fessurina superficiale, quindi, dopo un iniziale spostamento a destra (V;ch.), si continua verticalmente, e poi verso destra (IV+) per rocce più appigliate, andando a raggiungere la sosta sulla destra del largo spigolo alla base di un diedrino ( 40 m; IV, V, con un breve passaggio di V+ all'inizio della placca gialla; 2 ch., 1 fr., 1 cl.) sosta 2 ch.

L2) Si segue il diedrino soprastante per una decina di metri (ch.), uscendo sulla destra per roccia compatta (V). Si prosegue prima direttamente, poi obliquando verso sinistra (IV), e quindi per rocce più facili (III) si raggiunge la sosta. (50m; IV, V; 1 ch., 1 fr., 1 cl.) sosta 2 ch.

L3) Si aggira lo spigolo verso destro (IV+; ch.), e quindi si sale la bella parete a placche con caratteristiche lame superficiali un po' instabili. Si continua obliquando gradualmente a sinistra verso lo spigolo, e quindi direttamente alla sosta. (40m; IV, IV+; 1 ch., 2 fr., 1 m.i.) sosta 2 ch.

L4) Sulla destra dello spigolo arrotondato si prende una fessurina poco visibile (V), per poi spostarsi in traverso sulla destra dello spigolo (V), e quindi proseguire diritti per belle placche fessurate (IV+). Ci si sposta per proseguire per rocce più facili direttamente fino sotto rocce gialle strapiombanti dove si sosta. (45m; IV, V; 2 fr.) sosta 2 ch.

L5) Ci si sposta facilmente attraversando verso sinistra per risalire uno spigolo di roccia gialla, e quindi, aggiratolo, si prosegue obliquamente verso sinistra per rocce più facili fino alla base di un grande evidente diedro giallo rosso. (45m; IV; 1 cl., 1fr.) sosta 1 ch., 1 fr.

L6) Si risale con bellissima arrampicata tutto il diedro fessurato (V, V+), uscendone alla fine verso sinistra su rocce più facili e articolate, andando a sostare su uno spigolone arrotondato sormontato da un pilastrino. (50m; V, V+, poi IV; 1 ch., 4 fr.) sosta su sp.

L7) Si raggiunge il soprastante pilastrino (III) per rocce articolate. Ci si sposta quindi attraversando decisamente verso sinistra, senza salire l'invitante canale, ma indirizzandosi verso l'evidente colata nera sulla sinistra. La si raggiunge lungo un evidente canalino, sostando alla base della stessa. (40m; III, poi II) sosta su cl.

L8) Ci si alza prima direttamente verso le rocce nere, portandosi verso destra alla base di una bellissima placca di roccia nera (ch.). Si traversa quindi obliquamente verso sinistra (IV+) per 5 m, fino a rocce nere fessurate, che si seguono in verticale fino all'uscita, raggiungendo i pendii ghiaiosi terminali che senza difficoltà conducon alla cima. (45m; IV, IV+; 1 ch., 2 cl., 1 fr.) sosta su sp.

Da questo punto, per raggiungere la cima, e quindi per effettuare la discesa, bisogna risalire per circa una ventina di minuti i pendii della dorsale dello spallone del Nuvolo per facili roccette ghiaiose.

Dislivello ca. 350 metri, a cui aggiungere lo zoccolo e la dorsale dello spallone per raggiungere la cima / Difficoltà dal IV+ al V+ Tempo impiegato 4 ore. NOTE All'uscita della via, in caso di nebbia ( circostanza piuttosto frequente nelle Pale durante le ore pomeridiane). potrebbe non essere facilmente rintracciabile la direttrice per raggiungere la cima del Nuvolo, in quanto lo spigolo SSW termina su uno spallone costituito da un largo dosso di roccette ghiaiose, che va risalito lungamente verso nord fino alla calotta sommitale.Con scarsa visibilità, considerata la mancanza intorno di punti di riferimento precisi, si può essere indotti a prendere delle direzioni diverse, orientate piuttosto verso est o nord est. Quindi con nebbia fitta, prestare molta attenzione nel risalire lo spallone per raggiungere la cima del Nuvolo, mantenendo una direzione costantemente orientata verso nord.

Materiale usato

Tutti i chiodi indicati, sia di sosta che di progressione, sono stati lasciati sul posto. Per la ripetizione si consiglia di portare con sé qualche chiodo assortito, oltre ad una normale dotazione di friends e nuts con prevalenza di misure medio-piccole.

Discesa

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Ripetitori

RELAZIONE A CURA DI SERGIO LUSA E ROBERTO PRIOLO

guide di San Martino di Castrozza
Val dei Cantoni
la prima lunghezza
diedro rossastro
lo schizzo della via
il tracciato della via
spigolo arrotondato
lo spallone