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CRETA FORATA

(2462 m) - Anticima Est - Parete No

Spiro Dalla Porta Xydias, Gianni e Sergio De Infanti, Luciano Morassi (5.8.1973)

Riepilogo generale:

difficoltà: D+ passaggi di V dislivello: 400 m sviluppo: 500 m tempo: 5.30 h

Descrizione generale

La Carnia ...con quel suo fascino discreto fatto di tradizioni, borghi antichi, alpeggi incantevoli, montagne severe ma familiari... Immagini e sensazioni (Foto1-Foto2-Foto3) che ti accompagnano, mentre risali queste vallate silenziose, immerso in una natura incontaminata e attorniato da appicchi rocciosi rotondi e levigati.

Ma attenzione, non rilassiamoci troppo!... Le Carniche hanno fama di pareti toste, e l'approccio, dal lato psicologico, deve essere improntato alla concentrazione. La qualità della roccia, per quanto buona, specie sui versanti settentrionali richiede sempre molta attenzione, perchè può anche tradirti. La scalata, principalmente di aderenza, è molto bella e tecnica, però piuttosto in libera; il calcare è compatto e talvolta le fessure suonano cieche.

Dopo queste indicazioni, utili sopratutto per chi si avvicina per la prima volta alle Carniche, veniamo all'itinerario qui proposto, che con piacere segnaliamo.

Si tratta, secondo noi, di una bella salita di grande respiro alpinistico, che ti porta a raggiungere una delle cime più importanti di queste nostre montagne, e a conoscere un ambiente naturalistico di rara bellezza, fino ad oggi risparmiato al turismo di massa.

Alle caratteristiche tipicamente carniche di questa salita, aggiungiamo poi (cosa sempre gradita allo scalatore), che offre una piacevole arrampicata su bel calcare chiaro, di media difficoltà (D+), varia nei passaggi e molto remunerativa, anche per l'impegno complessivo che la lunghezza della via richiede.

Dovremmo a questo punto parlare degli autori di questo bell'itinerario, in particolare di Spiro Dalla Porta Xydias e Sergio De Infanti. Considerata però la loro notorietà in campo alpinistico, e non solo, chiediamo di essere sollevati da questo non facile compito. Ci limitiamo solo a ricordare, restando nel tema, la loro profonda conoscenza delle Carniche, le svariate vie nuove aperte su queste montagne, spesso insieme, e poi la loro opera divulgativa attraverso la pubblicazione di guide alpinistiche, in particolare quelle realizzate sulle catene del Peralba e dell'Avanza.

E' poi un vanto, per noi trentottobrini, poter rimarcare l'appartenenza di una figura come Spiro alla nostra Sezione, della quale è stato anche Presidente. Non possiamo qui elencare i suoi tantissimi meriti nei campi dell'alpinismo e della cultura. Con piacere, ed affetto, vogliamo solo ricordare, per il grande valore simbolico che riveste, il significativo riconoscimento ricevuto lo scorso anno dalla Presidenza Generale, che gli ha conferito il titolo onorifico di Socio Onorario del CAI, riservato - come si sa - solo a personalità di elevato profilo.

Avvicinamento e punti d'appoggio

Ottimo punto d'appoggio è il rifugio M.Siera (tel.338.3759900), comodamente raggiungibile da Cima Sappada in poco più di un'ora Per l'avvicinamento all'attacco della parete bisogna seguire il sentiero n. 321. Raggiunto il bivio con il n. 230, continuare sempre lungo il sentiero n. 321 fino alla confluenza con il sentiero che scende nel vallone della Creta Forata. Lo si segue in discesa fino a metà vallone circa per risalire quindi sulla destra i ripidi pendii erbosi con roccette, che portano sotto la parete alla base dello zoccolo. (1.30/2 h dal rif. M.Siera).

Relazione

(abbr.: ch.=chiodo/cl.=clessidra/fr.=friend/m.i.=masso incastrato/nt.=nut/sp.=spuntone)

Lo zoccolo, che termina su una larga e inclinata cengia ghiaiosa alla base della parete vera e propria, si supera per roccette e canalini senza percorso obbligato, sia direttamente che sulla destra (80m; II)

L1) Raggiunta la cengia ghiaiosa alla fine dello zoccolo, si attacca nel centro della parete nel punto in cui le rocce scendono più in basso. Si sale lungo una parete inclinata a placca lavorata puntando verso una larga e corta fessura inclinata sotto strapiombi giallo grigi.(45m; II, III; 1m.i., 1fr.) sosta su sp.

L2) Si segue questa fessura larga e inclinata fino in cima al piastrino che la delimita a sinistra; quindi ci si sposta a sinistra per un paio di metri alla base di un muretto verticale di roccia compatta a sinistra degli strapiombi, dove si sosta. (15m; III; 1fr.) sosta 2 ch.

L3) Si affronta la placca soprastante, prima attraversando a sinistra un paio di metri (V; 1 ch.), quindi verticalmente (V), uscendo dal muretto verticale verso sinistra (V) dove è possibile sistemare un friend. Si continua poi in verticale ma gradualmente verso destra (IV+), fino a raggiungere una depressione con camini e rocce strapiombanti, dove si sosta sulla destra su un grande spuntone. (30m; IV+; V; 1 ch., 2 fr.) sosta su sp.

L4) Dalla sosta si ritorna verso sinistra per salire un camino lungo lo spigoletto di sinistra (V; 1 ch.), quindi per bella parete si continua obliquando verso destra(IV; IV+), raggiungendo un primo canalino. Lo si oltrepassa, obliquando ancora verso destra per una decina di metri (III+) ad una cengetta, alla cui destra si sosta alla base di una bella placca un po' articolata, delimitata a destra da un diedro canale. (35m; IV,V fino al canale, poi III+; 1 ch., 1 fr., 1 cl.) sosta 2 ch.

L5) Prima a destra nel diedro/canale, quindi verso sinistra e poi verticalmente si risale la bella placca abbastanza articolata (IV+ per ca. 25m), uscendone verso sinistra. Quindi, con salita verso destra su rocce più facili, si oltrepassa verso destra un canale per salire sulla parete di fronte, dove si sosta su uno spuntone della crestina di uno stretto canalino. (50m; IV, IV+, poi II, III; 3 fr.) sosta su sp.

L6) La direttiva della lunghezza successiva è data da una evidente spaccatura sotto strapiombi nerastri. La si raggiunge superando una paretina su roccia nerastra un po' friabile (IV-), per poi traversare verso destra su roccia solida (III+) a prendere questa spaccatura, che con bella arrampicata (III) si segue fin dove termina. (45m; III, IV-; 1m.i., 1 fr.) sosta su sp.

L7) Si sale quindi la bella placca articolata soprastante (III+), per raggiungere con minori difficoltà una cengia che si segue verso destra, per poi salire ad un'altra cengia su cui si sosta alla base di un canalino che sale obliquo verso sinistra. (50m; III+, poi II; 1 cl.) sosta ch. e cl.

L8) Salire il canalino obliquo verso sinistra per una quindicina di metri fin dove si chiude a camino. In spaccata (ch. sul lato sinistro alla base del camino) ci si sposta sulla parete di destra, e prima in traverso a destra e quindi con salita obliqua sempre verso destra (IV) si supera questa parete raggiungendo una cengia. Si continua quindi per un canale in salita obliqua verso destra (III), alla cui fine si sosta su uno spuntone. (45m; IV,IV+, poi III; 1 ch.) sosta su sp.

L9) Dopo breve traversata a destra, si supera una bella parete articolata con fessure e piccoli strapiombi (IV), per continuare verso sinistra per rocce più facili (III) a sostare su spuntone sotto piccoli strapiombi di solida roccia grigia. (45m; IV, poi III; 2 cl., 1 fr.) sosta su sp.

L10) Per paretina articolata e solida si raggiungono i piccoli strapiombi che si superano con bella traversata a sinistra (III+), continuando poi verso destra alla base della parete terminale di placche biancastre inclinate. (50m; III+, poi II, III) sosta 1 ch.

L11) Si supera la soprastante parete biancastra a placche inclinate prima con andamento verso sinistra e quindi direttamente, fino in vista della placca finale. ( 50m; III+) sosta su sp.

L12) In leggero obliquo verso destra si raggiunge la bella paretina finale a placca che si supera direttamente (IV), per continuare poi sempre direttamente per rocce più facili (III) fino alla crestina, dove terminano le difficoltà e dove si sosta. (50m; IV, poi III; 2 cl., 1 fr.) sosta su sp.

Dalla sosta si traversa verso sinistra (ovest) alcuni metri (II), raggiungendo un gran masso sotto il quale si passa per poi continuare in leggera salita (I) lungo il lato meridionale della cresta per roccette ed erba, salendo così (I) sulla cresta dell'Anticima Est alcuni metri prima della vetta (ca. 100m).

NOTE

Segnaliamo la L3), che a nostro parere è la lunghezza più impegnativa dell'itinerario, raccomandando particolare attenzione nel superamento della placca verticale, perchè non è facilmente proteggibile e la roccia, per quanto nel complesso buona, su alcune prese piccole dà l'impressione di poter anche cedere.

Materiale usato

Tutti i chiodi indicati, sia di sosta che di progressione, sono stati lasciati sul posto. Per la ripetizione si consiglia di portare qualche chiodo, oltre ad una normale dotazione di friends e nuts di misura assortita.

Discesa

Dall'anticima in pochi minuti si scende alla sottostante forcella tra l'anticima e il corpo della cima principale, proprio nel punto in cui passa la via normale alla Cima della Creta Forata. La si segue in discesa lungo l'evidente grande rampa inclinata, segnata da ometti che facilmente porta ai verdi pendii della parte alta del vallone della Creta Forata (ca. 40 minuti).

Ripetitori

Relazione a cura di Sergio Lusa e Roberto Priolo
Disegno di Andrea Labinaz

alpeggio carnico
paesaggio carnico
paesaggio carnico
paesaggio carnico
la Creta Forata al tramonto
Vallone di Creta Forata
lo schizzo della via
il tracciato della via
sulla L1
sulla L3
sulla L4
sulla L6