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BRENTONI

PARETE SUD DELLA CIMA EST - diedro "De Infanti"

Martino Della Marta, Sergio DE INFANTI e Luciano Morassi - 2 luglio 1970

Riepilogo generale:

difficoltà: TD, un passaggio VI dislivello: 290 m sviluppo: 365 m tempo: 5 h

Descrizione generale

Entriamo con questo itinerario in un angolo delle montagne della Carnia, la Val Pesarina appunto, particolarmente suggestivo e ricco di storia.

Lo si percepisce anche solo risalendo la vallata verso la forcella Lavardet attraversando gli antichi borghi di Prato Carnico e di Pesariis. Più su, dove la valle si allarga, il verde dei pendii erbosi e dei boschi ti circonda e ti ammalia.

Raggiungendo poi la sella Ciampigotto ti accorgi di essere in una zona di cerniera tra il Cadore verso ovest e le montagne della Carnia verso est.

Anche durante la salita poi del bellissimo itinerario aperto da Sergio De Infanti, e che qui proponiamo, ti accorgi dalla tipologia della roccia di toccare qui un po' la dolomia cadorina, lì il calcare carnico.

Passando a parlare dell'itinerario, come già accennato, diciamo subito che si tratta di una bellissima salita su roccia generalmente buona che offre una piacevole arrampicata su difficoltà piuttosto costanti intorno al IV e V grado, con un tratto di VI grado ben protetto da chiodo e un tratto di V+ anch'esso proteggibile con friend. Per la lunghezza della via (ca. 350 metri) e per l'esposizione verso sud est può sicuramente rappresentare un tipico itinerario da fine stagione immerso nei caldi colori autunnali che la vegetazione locale assume col passare dell'estate.

Avvicinamento e punti d'appoggio

L'accesso alle pareti dei Brentoni, e quindi anche della via del diedro, è molto comodo. Si segue il sentiero n. 332 Carta Tabacco che da poco sotto il Valico di Cima Ciampigotto (q. 1790 m) in versante Laggio di Cadore (piccolo parcheggio vetture) conduce a Forcella Camporosso (q. 1913 m).

Da qui si prende il sentiero di destra che porta a Forcella di Valgrande abbandonandolo nel punto in cui con evidenza è possibile risalire i pendii erbosi e quindi ghiaiosi in direzione del Pilastro Sud Est, giungendo così all'attacco del diedro De Infanti (ca. 1.40 h).

Naturale punto d'appoggio per chi volesse pernottare è offerto dal Rifugio Ten. G. Fabbro posto a 1783 m poco prima del Valico di Cima Ciampigotto, per chi proviene dall'abitato di Pesariis.

Relazione

(abbr.: ch.=chiodo/cl.=clessidra/fr.=friend/m.i.=masso incastrato/nt.=nut/sp.=spuntone)

L1) L’attacco è posto un paio di metri a destra del punto più basso dello spigolo del pilastro sul cui lato destro (sud-est) si svolge la salita. Si sale lungo una fessura per una quindicina di metri, quindi si continua in obliquo verso destra su buona roccia grigia, infine verticalmente a raggiungere una stretta cornice che si segue verso sinistra fino alla sosta. (30 m; V-; 1 ch., 1 fr.) sosta 2 ch.

L2) Si rimonta facilmente sulla sinistra il soprastante spigolo del pilastro fino alla sosta successiva alla base delle rocce gialle del diedro. (40 m; III; 1 ch.) sosta 2 ch.

L3) Si supera la soprastante paretina giallastra leggermente verso sinistra, poi con leggero traverso a destra e infine verticalmente (15m VI; 2 ch) fino a raggiungere la fessura giallastra del diedro che si segue fino alla sosta. (40 m; IV,V,VI; 2 ch., 1 nt.) sosta 2 ch.

L4) Si continua per il soprastante diedro fessurato (attenzione ai sassi instabili nei primi metri all’interno del diedro) superando nella seconda parte uno strapiombo un po’ faticoso. (30 m; V,V+; 3 fr.) sosta 2 ch.

L5) Con bella arrampicata si continua lungo il diedro fessurato fino al suo termine. (40 m; IV,V; 2 fr.) sosta 2 ch.

L6) Si continua per rocce grigie prima obliquando verso destra, quindi verso sinistra fino alla successiva sosta su roccia a tratti insicura. (50 m; III,IV) sosta 2 ch.

L7) In diagonale verso destra per rocce facili si raggiunge una fessura svasata che si segue con difficoltà (V) fino alla sosta. (50 m; II,III,V; 1 ch., 1 fr.) sosta 2 ch.

L8) Si segue verso sinistra una cengetta in salita raggiungendo lo spigolo di sinistra. Si continua, prima verso destra poi ritornando a sinistra, a riprendere il canale finale dove si sosta. (35 m; III) sosta 2 ch.

L9) Si segue il largo canale fino a raggiungere la cresta finale. (50 m; II,III) sosta su spuntone.

Lunghezza ca. 350m; tempo impiegato 4:30 h.

Materiale usato

Tutti i chiodi indicati sia di sosta che di progressione sono stati lasciati sul posto. Utile quindi qualche chiodo assortito, oltre a friend e dadi di misura varia.

Discesa

In alternativa agli itinerari di discesa segnalati sulla guida del CAI (Alpi Carniche II) segnaliamo la possibilità di comodo rientro alla base dello spigolo scendendo lungo il versante opposto seguendo a ritroso l’itinerario 202f) della medesima guida. Dalla cresta di uscita dello spigolo si scende sul versante nord per una trentina di metri lungo un canalino (II) fino alle rocce e ghiaie sottostanti. Si continua scendendo lungo queste roccette (I/II) parzialmente coperte di ghiaia, che le rendono in certi tratti insidiose, spostandosi gradualmente verso destra (est) (vari ometti lasciati lungo la discesa) fino a raggiungere verso destra la base della cresta sud-est, poco più in alto della forcella che separa la cresta dalla Torre Evelina. Continuando sempre verso destra, si raggiunge la grande rampa che scende lungo il versante sud-est fino alla base dello spigolo nel punto in cui si trova l’attacco del diedro De Infanti. (Tempo di discesa 1 h; difficoltà I/II). NB: in caso di nebbia la prima parte della discesa può creare qualche problema di orientamento in quanto potrebbe non essere facilmente intuibile la progressione dello spostamento graduale verso destra, cioè verso la base della cresta sud-est.

Ripetitori

Alessandro MOSETTI - Roberto PRIOLO - 7 giugno 2003

Brentoni01 Il gruppo dei Brentoni con l'evidente Pilastro Sud Est
Al centro il Pilastro Sud Est e a destra il diedro "De Infanti"
lo schizzo della via
Il Pilastro Sud Est
il tracciato della via
Superato il passaggio
Il bel diedro della quinta e sesta lunghezza
Roberto PRIOLO all'attacco della via
Alessandro MOSETTI all'inizio del quarto tiro