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La storia

Breve storia del Gruppo Rocciatori "Bruti de Val Rosandra"

La nostra storia inizia durante la seconda guerra mondiale in Val Rosandra.




In quel periodo, nell’ ambiente alpinistico triestino, i rocciatori più affermati sono quelli della Società Alpina delle Giulie, ma è presente anche un gruppetto di ragazzi uniti dalla comune passione per la montagna e per l’arrampicata ...essi si autodefiniscono Bruti ...sono amici la domenica in Valle e amici durante la settimana nella vita quotidiana.

Bruti01 Val Rosandra (anni 1942-'43)
Alcuni dei fondatori dei "Bruti":
Guglielmo Del Vecchio e Dario Ceglar (2° e 3° in piedi da sinistra) e Attilio Zadeo (il 1° da destra, in piedi).

Questi ragazzi sono i primi a violare il paretone del Crinale dove nessuno dei forti rocciatori triestini aveva mai osato salire. Dalle palestre di roccia triestine i Bruti passano ben presto all’esplorazione in montagna. Nella primavera del 1945 Jimmy Del Drago unisce ai Bruti sopravvissuti alla guerra alcuni ragazzi da poco entrati nell’ambiente alpinistico: nasce il gruppo Rocciatori dell’associazione XXX Ottobre.

Bruti02 Val Rosandra - anni '40 Spiro dalla Porta Xydias in "12 vie"




L’entusiasmo e la voglia di vivere la giovinezza in libertà sono lo stimolo giusto per iniziare l’esplorazione nelle Alpi: in pochi anni vengono ripetute le grandi vie classiche di Solleder, di Comici e di Cassin. Sulle rocce dolomitiche i rocciatori del Gruppo iniziano a tracciare nuovi itinerari.

L’attività di punta la effettuano Guglielmo Delvecchio e Piero Zaccaria ai quali il CAI conferisce il titolo di accademico nel 1948. Negli anni successivi questo riconoscimento lo ricevono altri giovani alpinisti della XXX: viene riconosciuto il forte spirito esplorativo di questi giovani che aprono nuove vie d’estate e numerosi itinerari in invernale. Sono le nuove leve, come Bruno Crepaz, che guidano l’esplorazione alpinistica, dove la ricerca del nuovo e l’avventura si sovrappongono all’aspetto puramente tecnico della scalata.




Nel 1954 l’Italia conquista il K2: l’entusiasmo che ne segue spinge gli alpinisti italiani nelle montagne extra europee. Nel 1955 la XXX organizza una spedizione esplorativa in Turchia nell’ALA DAGH con lo scopo di unire alpinismo e ricerca scientifica

Bruti03 Gruppo del Civetta Superamento di un tetto in "artificiale" Torre di Valgrande - Via Carlesso

Negli anni successivi seguono numerose campagne alpinistiche, le mete scelte sono i monti della Grecia, della Corsica e del Continente Africano. Le spedizioni di punta vengono effettuate sulle catene montuose asiatiche in Afghanistan, Iran, Turchia.

Bruti04 Patagonia 1968
Walter Romano e l'Aguja St.Exupery sullo sfondo

Nel 1968 la XXX compie 50 anni, il mezzo secolo di vita viene festeggiato con un viaggio in Patagonia: cinque alpinisti guidati da Gino Buscaini e dalla moglie Silvia Metzeltin scalano una vetta sino allora inviolata: l’Aguja St.Exupery. I 5 raggiungono la cima dopo una scalata di 800 metri in terreno misto con difficoltà su roccia sino al 6° grado e passaggi in artificiale.

Sulle Alpi intanto l’attività continua senza interruzione e verso la fine degli anni 60 l’alpinismo subisce una trasformazione e si sviluppa l’allenamento sistematico per superare in arrampicata libera passaggi sempre più difficili.

Si comincia a parlare di 7° grado. In quegli anni c’è un ragazzo che concepisce questa nuova frontiera allenandosi per ore sulle pareti della Napoleonica e in Val Rosandra: Enzo Cozzolino. Dal 1967 al 1972, anno della sua prematura scomparsa, egli compirà una mole impressionante di salite (con vari compagni del gruppo e in solitaria), dimostrando capacità tecniche e psico-fisiche eccezionali.

Bruti05 Patagonia 1968
Lungo i difficili diedri della via nuova sull'Aguja St.Exupery

Nel 1982 la XXX organizza una spedizione in Himalaia, sono in 7 a lottare per portare in vetta un triestino. La montagna è un 7000: il Lantang Lirung. Siamo così giunti ai nostri giorni, nell’era moderna dell’alpinismo. Cambiano i materiali e la classificazione delle difficoltà e nel gruppo entra una nuova generazione di giovani che concepisce questo cambiamento, ma la tradizione non viene perduta.

Bruti06 Alpi Carniche
Parete Est del Monte Cavallo di Pontebba
Via "Gocce di Tempo"

Gli "anziani" del gruppo continuano ad arrampicare con l’entusiasmo che avevano in gioventù e guidano queste nuove leve verso il futuro.
Tra i tanti si mette in particolare luce Marco Sterni, che salirà alla ribalta nazionale per il concatenamento di tre difficili vie dolomitiche, percorse in arrampicata libera integrale e in solitaria con un tempo strabiliante.

Bruti07 Monte Bianco
Pilone Centrale del Freney - Via Classica
Sui primi tiri della Chandelle

I rocciatori della XXX Ottobre, pur privilegiando la roccia, hanno effettuato notevoli salite anche su ghiaccio e misto e hanno, tra l’altro, avuto fra le loro file uno dei massimi esponenti a livello internazionale dello sci estremo: Mauro Rumez, il quale si è distinto per eccezionali discese sulle montagne di tutto il mondo.

Bruti08
Cima Grande di Lavaredo
Parete Nord
Sui primi tiri della Via Comici

Negli anni anni ’90, meritano poi una menzione particolare per la loro incessante attività esplorativa i coniugi Marino ed Ariella Babudri, che hanno salito oltre un centinaio di vie nuove nelle Alpi Orientali. In questi ultimi anni, il Gruppo Rocciatori, che ha assunto la denominazione originale di BRUTI DE VAL ROSANDRA, ha saputo promuovere importanti iniziative che hanno visto i suoi componenti impegnati sulle montagne del Sud America, del Himalaya, della Nuova Zelanda e del Madagascar.



Tra queste spedizioni un posto di rilievo lo merita "TRIESTE 8000", che è stata effettuata nel 1998 con l’obiettivo di raggiungere uno dei 14 ottomila, lo Shisha Pangma, in occasione dell’80° anniversario della sezione.

Bruti09
Himalaya - Shisha Pangma
Cartolina della spedizione
"TRIESTE QUOTA 8000"

Anche se a causa del maltempo la cima non è stata raggiunta, questa resterà comunque negli annali come la prima spedizione triestina ad un 8000, capace di coinvolgere un’intera città per un’ impresa alpinistica.