Sass Pordoi, Via Dibona - Punta Grohmann, Via Dimai

Elisabetta Mazzaroli
Stefano Perper

Quest’anno grandi progetti per la cordata Pala-Cinca, vie lunghe su grandi pareti, difficoltà contenute, seguendo le orme dei primi salitori.

1 luglio 2008

Andando verso il passo Sella non si può non vedere la parete ovest del Sass Pordoi, spesso gocciolante, dove le colate nere, poco invitanti, sono solcate da vere e proprie cascate, prova ne è il nome di una delle vie più dure, Niagara.

La nostra attenzione è rivolta alla via Dibona, sulla parte destra della parete, 600 metri di dislivello fino al grande cengione, difficoltà massima IV°.

La via continua fino al pianoro sommitale per altri 200 metri, ma spesso o per il tempo incerto o per la stanchezza si esce sulla cengia che in breve porta al passo Pordoi.

Attacchiamo la via alle 7.30 con qualche nuvola in cielo; circa alla sedicesima lunghezza di corda siamo sotto la grandine! Un po’ di adrenalina accelera i nostri passi e infine ecco giungiamo al cengione, completamente zuppi ma entusiasti per questa storica salita del 1910.

16 luglio 2008

Con l’occhio più attento al meteo, questa volta abbiamo scelto il gruppo del Sassolungo, la via Dimai alla Punta Grohmann.

E’ stata salita la prima volta cent’anni fa dalla guida cortinese Antonio Dimai con le baronessine Ilona e Rolanda Von Eotvos; quasi 600 metri di parete ma lo sviluppo della via è di circa 900 metri.

Meno “nobilmente” delle due fanciulle iniziamo la via alle 7 ma ancora troppo tardi!

La lunga via e l’interminabile discesa (compreso canalone di neve dura dove abbiamo messo in pratica quello che insegnamo al modulo neve-ghiaccio del corso Rose, e cioè doppia su “ martello da roccia” con relativo ricupero dell’attrezzo ) ci riportano alla macchina alle 20.

Che dire della salita? Bellissima via di massimo IV° con passaggi particolari, ( la cengia spiovente soprannominata “la trappola umana“), sufficientemente attrezzata o da integrare con clessidre e spuntoni, puro divertimento.

Purtroppo lo stesso non si può dire della discesa, disseminata sì di ometti, ma estremamente friabile e in parte su ghiaie semoventi.

La giornata assolata, e quel trovarsi nel cuore della montagna a seguire con grande serenità gli stessi passi di questi pionieri dell’alpinismo, soprattutto le intrepide Ilona e Rolanda , ci riporterà presto tra questi monti, ad altre imprese ancora (mariti e mogli permettendo).

Sass Pordoi - parete Ovest
cascata lungo la parete
10a lunghezza di corda
11a lunghezza di corda
finalmente sul cengione, fradici ma contenti
Sass Pordoi, ben visibile il cengione
all'attacco di Punta Grohmann
parete Sud
delicato traverso all'ottavo tiro
12a lunghezza di corda
ometti sulla cima
panorama dalla cima
cordata Pala-Cinca in vetta
doppia sul navaio
panorama sul Sass Pordoi
panorama sul Salame del Sassolungo